Il piacere di passeggiare a Erice (TP)

Il piacere di passeggiare a Erice (TP)

Aria pulita e fresca che accarezza il viso, profumo di alberi secolari verdeggianti, edifici millenari e un panorama mozzafiato che spinge lo sguardo fin quasi ai confini africani, col sole che
tramonta all’orizzonte e colora il cielo di rosso fuoco. No, non è la descrizione di un set cinematografico, ma di un luogo reale, un Erice è
un piccolo borgo situato a 700 metri sul livello del mare che si affaccia sulla città di Trapani.

È un luogo in cui la storia, la scienza, il mito e la tradizione si fondono dando origine ad un gioiello che, dalle sue sfaccettature, mostra ai visitatori le sue meraviglie; un luogo in
cui chi fugge dal caos della città e dal tran-tran quotidiano può rigenerare lo spirito e la mente lasciandosi cullare dalla natura.

Erice è un paese molto antico. I primi a colonizzarlo sono stati gli Elimi più di 2000 anni fa, poi sono arrivati i Fenici, i Romani, gli Arabi, i Normanni e infine i Borboni.
Ognuno di loro ha lasciato importanti testimonianze della propria presenza su tutto il territorio ericino e la clemenza del tempo, che è riuscita a conservarle quasi intatte fino ai
nostri giorni, ha reso possibile la trasformazione di questo paesino in una bella cittadina turistica.

Il paese è circondato dalle mura erette dai Punici per difendere la città dagli invasori e si sviluppa attorno ad una rete di stradine e vicoletti di lastricato rimasto identico a
come i Romani l’hanno edificato. Tra le erte salite e le discese si trovano le torri e il castello della famiglia Pepoli, un tempo residenza signorile ma adesso hotel a cinque stelle e
discoteca, che si trova all’interno dello splendido balio, il giardino da cui si possono ammirare da un lato il golfo di Cornino con il monte Cofano a fare da sfondo e dall’altro Trapani, con
la sua caratteristica forma di falce a fendere il Mediterraneo.

Passeggiando per le vie del centro non si possono non notare gli archi a sesto acuto costruiti dagli Arabi e il grandissimo numero di chiese e conventi fatti erigere dai Borboni tra il XVI e il
XVII secolo, e ancora il caratteristico “Quartiere Spagnolo” ormai fatiscente ma ricco di legende e di misteri, immerso nella boscaglia e nella nebbia, fra alberi secolari.

Fiore all’occhiello del piccolo borgo è la Matrice, la cattedrale gotica, dedicata a Maria Vergine Assunta, protettrice della città, il cui campanile domina tutto dall’alto dei
suoi 28 metri. Gli ericini sono molto devoti alla loro santa patrona: durante la festa a lei dedicata, che cade l’ultimo mercoledì di agosto, i “cortiletti” delle abitazioni, solitamente
addobbati con fiori, piante, ceramiche e tappeti, sono trasformati in altari in omaggio alla Madonna. Inoltre, allo scoccare della mezzanotte, dalla cattedrale partono i giochi pirotecnici con
musica gregoriana come sottofondo: quando c’è un po’ di nebbia si ha l’impressione di essere nel Medioevo!

Con il sacro e il profano ad Erice c’è spazio anche per la scienza e per la cultura. Nel piccolo centro cittadino sorge il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana (ex Istituto San
Rocco) dove ogni anno si organizzano congressi in cui importanti esponenti del mondo scientifico si incontrano per discutere dei problemi che affliggono il nostro pianeta

Tra il mese di agosto e settembre, invece, per tutti i non iniziati al sapere scientifico, si tiene la Venere d’Argento, un premio internazionale che celebra le donne tramite l’organizzazione
di manifestazioni in cui esponenti del gentil sesso sono le protagoniste assolute.

Dal punto di vista enogastronomico, Erice offre ai suoi visitatori tutti i piatti tipici della tradizione siciliana e trapanese, come il cous cous di pesce, i cannoli, le cassate, i dolci alle
mandorle, etc… Ci sono poi due specialità che si possono trovare solo ed esclusivamente in questo territorio, come i “genovesi” e l’amaro Monte Erice. I “genovesi”, chiamati cosi
perché la loro forma ricorda quella dei cappelli portati dai navigatori genovesi che si fermavano a Trapani, sono dei dolci fatti con un impasto simile alla pasta frolla e imbottiti con
crema alla vaniglia. Il Monte Erice, invece, è un amaro di colore verde intenso che nasce dalla distillazione di erbe aromatiche e medicali. Non vi resta che provarli!

Per maggiori informazioni su Erice e sui suoi prodotti:

www.comune.erice.tp.it
www.provincia.trapani.it

Michela Benivegna
Newsfood.com

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