Torino: Gran Ballo Risorgimentale

Torino: Gran Ballo Risorgimentale

By Redazione

Un Gran Ballo Risorgimentale si è svolto, sabato 10 settembre presso la grande piazza d’Armi della storica caserma Cernaia, sede dell’Arma dei
Carabinieri di Torino. L’evento, ha riportato il folto pubblico presente, a rivivere un sogno risorgimentale attraverso la musica e le danze diretti dal maestro Fabio Mollica, dell’associazione
culturale “Società di Danza” impegnata nello studio, diffusione e conoscenza storica della danza nell’800.

Il corteo composto da circa 370 figuranti, tra dame e cavalieri in costumi d’epoca, hanno aperto la sfilata accompagnati dalla Marcia dell’Aida di Giuseppe Verdi. Un evento per riscoprire i gusti
e le abitudini dei protagonisti del nostro Risorgimento. Come si sono preparati dame e cavalieri per affrontare il movimentato e rigoroso Gran Ballo Risorgimentale? Oltre ad esercitarsi nei
movimenti della danza hanno seguito anche una speciale alimentazione? Sicuramente avranno consultato i manicaretti descritti nel “trattato di cucina”
scritto da Giovanni Vailardi, capo cuoco di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia.

Nell’ottocento la presentazione del cibo assumeva un momento di grande importanza, la tavola richiedeva un ornamento ricco della gastronomia che si componeva di: cacciagione varia di faraone,
lepre, cinghiale, cervo; di potage (minestra elaborata con verdure varie che veniva servita all’inizio di ogni pranzo; di zuppe con carne e verdure arricchite di mandorle macinate; la classica
finanziera, lo zabaione ed altre delizie che si trovano facilmente nei regali menù dei ristoranti torinesi e di tutta Italia.

La manifestazione, inserita nel calendario delle manifestazioni di Esperienza Italia, promosse dal Comitato Italia 150 e a nome della Giunta Provinciale, dell’Assessorato alla Cultura e al
Turismo, presente, l’assessore Ugo Perone che ha portato il saluto ed il ringraziamento della Provincia ai danzatori, provenienti da tutta Italia e dall’estero, per onorare la prima Capitale
d’Italia.

L’orchestra Fiati della città di Collegno ha eseguito “La Fedelissima” Inno dei Carabinieri e l’Inno di Garibaldi. Il valzer Spagnolo, con musiche dal Rigoletto, ha dato il via alle danze
del gran ballo figurato. Una vera missione ardua ed impeccabile per i “direttori di sala” o “gran maestri” che hanno avuto il compito di coordinare i figuranti nel valzer dell’ amicizia.

Nell’Ottocento i gran balli erano il momento centrale della vita sociale cittadina e, negli anni della lotta risorgimentale, furono tra le situazioni privilegiate in cui, alla pari delle
rappresentazioni teatrali, si diffusero le idee unitarie, democratiche e liberali. Le danze come la Marcia Risorgimentale (Marcia Piccolo), La Quadriglia Francese (Il Pipistrello), il Valzer
Acquerelli, la Marcia Caroussel, il Pas de trois (Marcia del Sorriso) e la Quadriglia Perichole sono state accompagnate dalla musica di Johann Strauss II. La musica e la danza hanno evidenziato
un’epoca culturale e sociale del nostro Paese che finalmente, a metà del XIX secolo, si affacciava sulla scena politica europea.

La coreografia delle danze è stata evidenziata dai mille colori degli abiti delle dame e dai vaporosi merletti che volteggiavano nei cerchi, nelle fila, nelle passeggiate dettate dai ritmi
della danza proprio per farsi ammirare dal pubblico che li ha ampliamente applauditi. La Marcia à la Paganini e la Marcia Roma hanno concluso il gran ballo dell’Unità d’Italia
danzante. Al termine delle esibizioni, il pubblico presente è stato invitato a partecipare alle danze e, come si usava all’epoca, i cavalieri hanno invitato le ragazze con un romantico
inchino. La serata si è conclusa con l’Ammaina Bandiera sulle note dell’Inno Nazionale.

Adriana Cesarò
Newsfood.com

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