Tonda come una mela, colorata come un’arancia: è la melanzana rossa di Rotonda

Tonda come una mela, colorata come un’arancia: è la melanzana rossa di Rotonda

Non tutte le melanzane sono uguali, e la melanzana rossa di Rotonda lo dimostra benissimo. Anzi: tale verdura, in Italia coltivata solo in valle Mercure (in provincia di Potenza) è
proprio diversa.

La comune melanzana presente in Italia è la Solanum Melogena, dal classico colore viola, arrivata da noi dall’Asia, probabilmente dall’India. Il vegetale della Basilicata è
Solanum Aethiopicum: nativa dell’Africa, arriva su suolo italiano come preda delle guerre coloniali.

Ma più che dalla carta d’identità, l’occhio viene colpito da forme e colori: la melanzana di rotonda ha dimensioni ridotte, forma tondeggiante e colore arancio, con sfumature
verdognole e rossastre. Per queste sue particolarità, si è guadagnata il soprannome di merlingiana a pummadora.

Centro della coltivazione è la cittadina di Rotonda, sorta di capitale dell’orticultura tradizionale. In tale centro abitato, le tecniche di produzione tradizionali vengono esercitate in
un ambiente naturale come il Parco Nazionale del Pollino, l’area protetta più estesa del Paese.

Ed, in tutti gli orti locali, i contadini dividono le loro attenzione tra le verdure più conosciute e l’esclusiva melanzana rossa. La verdura che venne dall’Africa è rustica, in
grado di sopravvivere in un terreno non sempre clemente. I coltivatori pongono a dimora le piantine a maggio, mentre il raccolto inizia a luglio agosto, terminando poi nei mesi freddi
(ottobre-novembre).

Sempre originale, la melanzana della Basilicata viene ‘nzertata, cioè legata a grappoli, come i pomodorini ed i pomodori, poi messa a seccare sotto la tettoia.

Arriva poi il momento della tavola. La verdura presenta così un gusto piccante, dal sentore esotico assente nella “sorella” dal colore viola. La sua polpa è carnosa, in grado di
mantenersi fresca anche dopo ore dal taglio. Chi la gusta sostiene come il sapore piccante venga in coppia con un retrogusto amarognolo, evidente nel finale.

Non vengono neanche scartate le foglie, particolarmente tenere.

Secondo la cucina locale, il modo migliore per mangiare la melanzana rossa di Rotonda è in conserva, sott’olio o sottaceto. Gli esperti fanno inoltre notare come essa possieda bassi
livelli di acido clorogenico. Oltre ad essere l’ennesima diversità rispetto alla melanzana viola, ciò le permette migliori risultati nei processi di conservazione e
trasformazione.

Attualmente, il vegetale è al centro di iniziative di tutela.

Per cominciare, è nato un Presidio Slow Food, con l’obiettivo di farla conoscere al grande pubblico, al fine di ampliare il mercato e consentire agli orticoltori maggiore guadagno.

Inoltre, gli stessi orticoltori hanno fatto richiesta della DOP (Denominazione di Origine Protetta), ed aspettano l’approvazione della Commissione Europea.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

responsabile Slow Food del Presidio

Vito Trotta
tel. +39 081 8544295 +39 340 6001837; workinprogress@aliceposta.it

referente dei produttori del Presidio
Franco Attadia,
tel. + 39 349 8056424; franco_attadia@libero.it

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento