Vessalico, Liguria: qui l’aglio è delicato ma tenace

Vessalico, Liguria: qui l’aglio è delicato ma tenace

Quando si parla di aglio, il sentire comune evoca immagini di sgradevolezza, pesantezza d’alito o quantomeno un aroma deciso ed ingombrante.

Se però si parla dell’aglio di Vessalico, il sapere comune è totalmente errato.

Vessalico (detto anche Vesarco ligure) è una cittadina della Liguria, circa 300 abitanti situati nel nord-est della provincia d’Imperia.

Costruito nell’alta Valle Arroscia, tale Comune è vissuto fin dall’antichità grazie all’agricoltura, piccoli appezzamenti strappati alla montagna, ed al commercio, sfruttando la
posizione di crocevia tra la Genova marinara e l’entroterra italiano.

Probabilmente, proprio grazie a queste caratteristiche, è nato il locale aglio di Vessalico.

Sulla sua storia esistono documenti chiari, ma non definitivi. Gli storici ritengono che l’aglio venisse coltivato fin dal Medioevo, ma il primo blocco sostanziale di notizie risale alla
seconda metà del Settecento. In quel periodo, inizia con successo la Fiera dell’Aglio. La tradizione resiste: ogni 2 luglio, come una volta, il locale prato dei Canavai, ospita venditori
e compratori interessati al bulbo in questione.

L’aglio di Vessalico è un prodotto biologico, coltivato da famiglie che lo ricavano dal terreno difeso dai terrazzamenti, utilizzando bulbi e tecniche tramandate di padre in figlio. La
tecnica prevede inoltre come le teste siano confezionate in reste (vietato reciderle o mondarle dal ciuffo), e quelle essiccate siano intrecciate a coppie di due a due. Tali operazioni sono da
compiere alla sera ed al mattino presto, quando l’umida difende dalla fragilità delle foglie.

Il risultato finale è un aglio “controcorrente”, dall’aroma delicato, dal sapore intenso e piccante. A suo vantaggio anche la resistenza nel tempo: le piante non recise continuano a
nutrire l’aglio mantenendolo sano e profumato anche 8-10 mesi dopo la raccolta.

La cucina del territorio fa largo uso del bulbo. Tra le pietanze, menzione particolare per l’ajè, nipote della medioevale agliata: una maionese con con olio extravergine di oliva e aglio
schiacciato nel mortaio, ideale con crostini di pane abbrustolito e patate lesse.

Attualmente, alcuni produttori dell’aglio di Vessalico hanno costituito un Presidio Slow Food, con la denominazione di cooperativa A Resta. Obiettivo del Presidio è conciliare il
vantaggio economico dei produttori con il rispetto delle tradizioni.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

Cooperativa A Resta:

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento