Tir in sciopero: adesione massiccia e “paralisi quasi totale”
10 Dicembre 2007
E’ iniziato questa mattina e si protrarrà fino a venerdì lo sciopero dei tir, che sta già provocando notevoli disagi sui principali snodi autostradali italiani, proprio per
far fronte ad una situazione che non può che peggiorare, il presidente della Commissione di Garanzia sullo sciopero, Antonio Martone, ha diffuso una nota ribadendo che, “in base al
Codice di autoregolamentazione dichiarato idoneo dalla Commissione, in occasione dell’astensione collettiva nazionale non si possono effettuare blocchi stradali o adottare altre iniziative
vietate dal Codice della strada”.
Martone, infatti, ha sottolineato come la mobilitazione (che coinvolge quasi tutti le associazioni di categoria) stia determinando disagi tali da rappresentare una “grave lesione del diritto
dei cittadini alla libertà di circolazione” e che i prefetti debbano essere informati dell’illegalità delle modalità di svolgimento della protesta.
D’altra parte, dopo sole poche ore dall’inizio della mobilitazione, l’Italia è già nel caos, con caselli bloccati, traffico lento e rischi sul fronte carburante. E Conftrasporto
canta vittoria, annunciando un’adesione che raggiunge il 90% su tutto il territorio ed che porta “il centro sud molto vicino alla paralisi totale”.
“Questo – si legge nella nota diffusa dall’associazione – è il risultato della colpevole disattenzione e superficialità dimostrata dal ministro dei trasporti che, pur se informato
in tempo utile di quanto si sarebbe potuto verificare se non fossero state fornite le risposte che gli operatori si attendevano, ha evitato di mettere in atto anche le procedure di
raffreddamento previste”.
Il segretario nazionale Conftrasporto, Pasquale Russo, ha ringraziato tutti coloro che hanno aderito alla protesta che “sta paralizzando l’Italia in modo sempre più omogeneo” e ha
ribadito che il ministro dei trasporti ha dimostrato “ancora una volta di non conoscere il settore dell’autotrasporto”: “Le aziende ferme sono più di 130 mila- ha spiegato Russo –
evidentemente a differenza di quanto pensava il Ministro non è solo una minoranza della categoria a contestare le sue scelte”.
“A questo punto ci aspettiamo che il Governo prenda atto della reale situazione di difficoltà in cui versa il settore e fornisca risposte adeguate alla categoria”, ha concluso il
segretario.





