Thyssenkrupp: Torino dà il suo ultimo saluto ai caduti

Torino rende omaggio a Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino e Bruno Santino, gli operai morti nell’incendio dello stabilimento della Thyssenkrupp, ma sulla multinazionale tedesca,
intanto, proseguono le indagini a tutto campo, non solo nello stabilimento di Torino ma anche nelle altre fabbriche del gruppo, a Terni e in Germania, dove si sono verificati in passato
principi di incendio.

Si tratterebbe di casi di minore gravità, ma che presentano analogie con il disastro torinese. Ci vorrà tempo, spiega il procuratore capo a Torino, Marcello Maddalena: quello che
già emerge dai primi interrogatori e dalle prime ispezioni, comunque, è che a Torino molto più di qualcosa non funzionava. Lo stabilimento era in dismissione e da mesi
ormai si risparmiava sulle misure di sicurezza, senza contare che, in vista della chiusura, i migliori manutentori avevano già abbandonato l’azienda.

Nella cattedrale ci saranno le autorità piemontesi, i ministri Cesare Damiano e Paolo Ferrero, i vicepresidenti della Camera Pierluigi Castagnetti e del Senato Milziade Caprili.
Sarà presente l’ambasciatore di Germania in Italia, Michael Steiner. Hanno annunciato la loro presenza rappresentanti della Thyssenkrupp da Terni e dalla Germania.

Non ci sarà invece il presidente del Consiglio Romano Prodi. Il premier, impegnato a Lisbona per la firma del Trattato europeo, «ha provato fino all’ultimo a partecipare, ma il
cerimoniale di Lisbona non lo rende possibile».

Restano intanto gravissime le condizioni degli altri tre operai feriti ne rogo. Il ministro Damiano ha ribadito che la fabbrica resterà ferma fino alla messa in sicurezza dell’intero
stabilimento e ha parlato di «strage di persone innocenti».

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