Subito una soluzione per il mercato dei fiori di Sanremo

Un contraccolpo mortale sull’intero sistema delle imprese agricole, artigianali e commerciali che operano nel settore floricolo, generando una situazione di paralisi ed empasse tale, da
vanificare decenni di investimenti in risorse finanziarie e umane.

E’ questo lo scenario che si potrebbe verificare se non si trova al più presto una soluzione al contenzioso tra il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e l’Ucflor,
la cooperativa che gestisce il mercato dei fiori di Sanremo. A lanciare l’allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale esprime forte preoccupazione per una situazione
che sta tenendo sulla corda moltissimi floricoltori, la cui attività è importante non solo per l’economica regionale della Liguria, ma per l’intero settore florovivaistico
nazionale.

Per questo motivo il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi ha inviato una lettera al ministro Paolo De Castro al fine di individuare una soluzione a questa delicata e annosa
vicenda.
La recente notifica del provvedimento che ingiunge alla cooperativa il pagamento di oltre 12 milioni di euro ravviva inspiegabilmente -scrive Politi- una problematica, ormai vecchia di
vent’anni, legata alla costruzione del più importante mercato floricolo nazionale.
La circostanza che vede la continua richiesta di restituzione di contributi pubblici, correttamente utilizzati per la costruzione di un’opera di rilevante interesse nazionale, pone seri
interrogativi nei riguardi dell’azione intrapresa dal ministero. Azione che pare sospinta esclusivamente da ragioni di natura formale.
L’opera, cui si riferiscono i contributi di cui il ministero chiede la restituzione, è stata, infatti, regolarmente realizzata e collaudata e da diversi lustri ospita le normali
attività di mercato a beneficio dei numerosi operatori economici del settore.
Il presidente della Cia sottolinea, nella lettera al ministro, la valenza di rilievo assoluto del mercato dei fiori di Sanremo che, oltre ad essere una rilevante struttura regionale di
concentrazione e di scambio di prodotti floricoli, rappresenta il centro di interesse primario per la floricoltura da reciso italiana. Insomma, un grande polo produttivo/commerciale del sud
Europa, dove si realizza un terzo delle produzioni nazionali e si organizza oltre il 70 per cento delle esportazioni floricole.

In un momento di forte crisi per il settore e di forti incertezze per lo sviluppo futuro di tutta la floricoltura italiana, assume ancora maggiore gravità -rimarca la Cia- la presenza di
un provvedimento autolesionistico, che produrrebbe pesanti ricadute sul sistema produttivo del ponente ligure e farebbe aumentare in maniera ancor più marcata il divario con gli altri
paesi competitori europei e mondiali.
Per tali motivi, la Cia fa proprie le ragioni e le richieste avanzate dalla cooperativa Ucflor e chiede con forza anche a tutte le forze politiche ed istituzionali coinvolte nella questione il
massimo impegno affinché si possa ricercare, anche con il ricorso allo strumento normativo, una soluzione in grado di porre definitivamente termine ad una vicenda che rischia di
procurare danni insostenibili da ogni punto di vista.

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