Sorpresa mirtilli: oltre le antocianine, la quercetina

Sorpresa mirtilli: oltre le antocianine, la quercetina

Sorpresa mirtilli. Oltre alle proprietà salutari già note, i frutti di bosco offrono altri vantaggi, in grado di irrobustire contro malattie coronariche e tumori.

La scoperta arriva da una ricerca dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige (Iasma), diretta dalla dottoressa Urska Vrhovsek e pubblicata da “Journal of food composition and analysis”.

Da tempo la scienza analizza i mirtilli, cercando di sfruttare al massimo la loro composizione. Come ricordano gli esperti, il lavoro fino ad oggi svolto si è concentrato sulle
antocianine, antiossidanti che rendono il mirtillo scudo e rinforzo per le pareti dei vasi capillari e venosi.

Partendo da qui, il team di Vrhovsek si è attivato. Due gli obiettivi: esplorare la chimica del mirtillo, ed evidenziare eventuali differenze tra piante selvatiche e varietà
coltivate.

Sono state così selezionate 9 varietà di mirtillo coltivato, originarie di Italia, Polonia, Romania e Germania, USA ed Australia. Le piantine sono state inserite in trincee
profonde 50 cm, foderate con tessuto permeabile e servite da un sistema di fertirrigazione a goccia. Dopo la maturazione, le bacche sono raccolte a mano e sottoposte ad una batteria d’esami,
tra cui la spettrometria di massa ad alta risoluzione.

I test hanno provato come, per cominciare, “Il mirtillo coltivato è del tutto simile a quello di bosco”, per usare le parole della capo-ricercatrice. Inoltre, forse più
importante, il frutto mette in campo un (finora ignorato) nutriente. Sono i flavonodi glicosidi, prima fra tutti la quercetina: essi proteggono il consumatore da malattie coronariche e tumori.

E’ le dosi sono notevoli: la ricerca conclude come “Una singola porzione di mirtilli (150 g) fornisce quindi in media 30 mg di flavonoli, circa 2-3 volte superiori a quelli assunti giornalmente
nella dieta occidentale. Questo significa che il mirtillo coltivato è in assoluto una tra le fonti più concentrate di flavonoli glicosidi nella dieta umana”.

La ricerca è stata finanziata dalla Provincia di Trento.

FONTE: Urska Vrhovsek, Domenico Masuero, Luisa Palmieri, Fulvio Mattivi, “Identification and quantification of flavonol glycosides in cultivated blueberry cultivars”, Journal of Food
Composition and Analysis, In Press, Corrected Proof, Available online 8 May 2011, doi:10.1016/j.jfca.2011.04.015 |

Matteo Clerici

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