Soldi ai cittadini, non alle banche, il food vero è quello che si compera al supermercato e non in borsa finanziaria

Soldi ai cittadini, non alle banche, il food vero è quello che si compera al supermercato e non in borsa finanziaria

By Giuseppe

 

 Riflessione di un agricolo qualunque sulle dichiarazioni di fine anno!
DI GIAMPIETRO COMOLLI
I quotidiani nazionali di fine-inizio anno, da sempre negli ultimi 10 anni, diventano un palcoscenico di retorica, di proclami, di grandi propositi, di cifre su consumi e mercati buttate a caso, di affermazioni fuori luogo… poi, nel senso di molto dopo, diventa anche l’occasione per riflettere sul significato di alcuni valori, per gli auguri.

Questo fine anno 2015, fra positivi e negativi, si possono individuare il forte messaggio di Papa Francesco sulla misericordia, il clima e l’opportunità di vita verso tutti, nel  richiamo del presidente Mattarella sul problema dell’ambiente-clima oltre che sui corrotti e c’è anche l’affermazione del presidente Renzi che è pronta la risalita, visto qualche decimale con il segno più davanti a voci-bilanci non sempre comparabili, univoci, di terzi non interessati.

Eppure leggendo diversi interventi sugli stessi giornali si prende nota che il numero delle imprese italiane sono sempre in calo o fallite, che la sicurezza della persona è sempre più un optional per gli amministratori pubblici, che un laureato su 5 trova lavoro ma in un tempo troppo lungo, che uno sternuto del presidente Cinese fa crollare la borsa del 10%, che le società di rating si sono eclissate.

Eppoi c’è anche chi esulta perchè i titoli food sul mercato azionario crescono senza curarsi che i plus sono tutti delle multinazionali, che i brand nazionali sono sempre meno e sempre più in crisi, che l’alimentare esportato italiano cresce ma resta ancora pari al 50% del valore di quello tedesco, che l’export verso i paesi Bric, salvatori del mondo, si è bloccato se non ridotto, che il 35% degli utenti Facebook ha ridotto del 50% l’apertura di links e contatti con il solo segno positivo per l’e-commerce, che i consumi interni nazionali non crescono anzi diminuiscono pur a fronte dei saldi e delle promozioni continue.

Mi soffermo solo su questo ultimo aspetto: il continuo calo dei consumi nazionali alimentari e non.  Troppi soloni, esperti dell’ultimo minuto e professori universitari  forse “di ruolo” continuano a spiegare e a sostenere che l’Italia deve puntare ancora di più all’export. “niente di più errato nell’attuale contesto economico finanziario nazionale e di rapporti globali” senza però tirare fuori tesi di chiusura frontiere o ritorno alla lira.   Gli stessi soloni  applaudono alle mosse di BanchItalia che interviene a sostenere gli istituti di credito (imprese private!) in pre-default  che hanno fallito come governance, negli investimenti, nel supporto ai clienti.

E’ stato spiegato ai cittadini – noi – che investire in azioni e/o obbligazioni (di qualunque tipo) in una impresa private è un rischio. Anche qualunque ente pubblico dovrebbe ragionare, almeno, in termini di bilancio annuale in pareggio, meglio se in attivo visto che abbiamo un debito pubblico enorme. Il Governo, questo ed altri, sarebbe bene che non facesse più mosse che incrementano il debito pubblico Sovrano perché saranno sempre i cittadini onesti, ordinati, rispettosi delle leggi, attenti a non speculare, pagatori sempre di tasse e imposte … a rimetterci.

E’ fortemente errato, seppur molto più semplice e comodo assegnare nuovo credito o girare i fondi-bond della Banca Europea alle sole e sempre le stesse banche nella speranza che svolgano uno dei compiti principali delle Casse, delle Popolari, del Credito Commerciale … cioè metterli a disposizione delle necessità del cliente.

Tutto errato: i soldi europei sono serviti per ricapitalizzare le banche che hanno sbagliato, che sono state governate male, che hanno preso rischi senza garanzie. Il piccolo imprenditore comune, fallisce e basta. Nessuno di questi 140 mld/euro sono serviti per abbassare imposte, avere crediti, portare a nuovo debiti antichi, dare ossigeno alla economia reale, al cittadino comune.

Eppoi c’è chi si strappa le vesti sui quotidiani di fine anno per reclamare più posti di lavoro, non chiusure di stabilimenti, salvataggi di “buchi senza fondo”, discussione sui bonus ai banchieri e bancari indipendentemente dai risultati. Anzi stipendi stratosferici e subito un altro posto di lavoro prelibato! Che io sappia, nessun giudice ha chiesto un rendiconto, un perché! Sono contratti fra privati si ribadisce. “l’utile è del privato e del singolo, il passivo è del pubblico e di tutti” non credo che sia una buona regola.

Forse, meno banche, più pensioni, parafrasando un altro slogan azzeccatissimo, più cabernet, meno internet!.  Con ciò non voglio dire che internet vada chiuso, ma forse qualche regolina, qualche password di salvaguardia, non sarebbe male.

Caro Renzi (ti ho votato!), ma basta soldi a pochi e ai poteri forti. I cadeaux miserrimi in busta paga non colmano le differenze, non salvano dalla crisi, non rispondono a una strategia di lungo periodo.

Caro Renzi pensa di più al mercato interno, il mercato estero quando è fra il 40 e 70% (per tutti i settori, ancor più per l’agroalimentare), a seconda delle dimensioni d’impresa e dei mercati, è già un ottimo risultato. Molti economisti ( e anche noi) stanno chiedendo all’Europa e all’Italia più attenzione al mercato interno, certo nel rispetto di trasparenza, non aiuti di stato, ma corretto sostegno al reddito… di cui l’Europa Agraria è stata fautore e propugnatore per 30 anni! fino al 2010 c’erano leggi nazionali che sostenevano prodotti e associazioni di imprese (no singole imprese) sul mercato interno.

Ebbene il calo dei consumi – e difficilmente si riprenderà a breve – coincide con scelte politiche-economiche di austerity, di blocco, di obbligazione dei parametri.

Sbaglia l’Italia ad essere un paese rispettoso dei fondamentali dell’economia sociale e collettiva o sbaglia chi considera che l’economia svedese debba essere obbligatoriamente applicata a tutti??

Giampietro Comolli
in esclusiva per Newsfood.com

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