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Sindaco Vincenzo Campo: Pantelleria è in grave pericolo, Zibibbo, Alberello Pantesco e vignaioli locali immolati al Dio Denaro

Sindaco Vincenzo Campo: Pantelleria è in grave pericolo, Zibibbo, Alberello Pantesco e vignaioli locali immolati al Dio Denaro

By Giuseppe

Pantelleria rischia grosso: ultimo attacco degli industriali del vino al vero e unico Zibibbo

Il Sindaco Vincenzo Campo lancia un allarme disperato: in serio pericolo il futuro dei giovani e tutta la comunità pantesca

Se non interviene in tempo la Regione Sicilia sarà solo una matrigna, anche lei al servizio del Dio Denaro

 

 

Pantelleria, 7 gennaio 2023

…  una nota, non un comunicato stampa, del sindaco di Pantelleria sull’ultimo fatto – in ordine di tempo– che arreca ulteriore danno e spinge all’abbandono delle vigne Doc di Pantelleria, primaria fonte di reddito per 300 piccoli viticoltori nati sull’isola antica. In pochi decenni i 5.000 ettari di vigneti sono scesi drasticamente a 400!! … età media dei vignaioli: oltre 70 anni

 

A seguito della pubblicazione, pochissime a dir il vero, del comunicato stampa del Consorzio “volontario“ di tutela su    “DOC Pantelleria: dal primo gennaio fascetta di stato”, il sindaco di Pantelleria Vincenzo Campo interviene – scrivendo anche a nome di quasi tutte le 18 piccole e piccolissime cantine con sede sull’isola, dice – definendo l’“obbligo” un atto di assurda presunzione e di assurda coercizione verso i più deboli. Una assurda azione del Consorzio Doc, o meglio degli industriali siciliani del vino, alleati all’interno del Consorzio, che non sempre fanno la cosa giusta per la viticoltura dell’Isola.

Il sindaco ricorda che già nel 2018 fu promotore dell’idea di una Docg esclusiva solo per due tipologie della Doc, secondo modi e tempi consentiti dalla legge nazionale: il passito dolce naturale con il 100% di uve Zibibbo e il vino tranquillo bianco. Ovviamente il sindaco lanciò anche l’idea che la tipologia “liquoroso”, più frutto dell’elaborazione in cantina venisse tolta dalla Doc rientrando nel capitolo più ampio della Igt dell’isola grande.

E’ evidente che con l’introduzione della Docg si avrebbe avuto in esclusiva e in automatico l’obbligo della fascetta di Stato Docg, quella colorata, distintiva, qualificata e meritata e non una soluzione “succedanea” di ripiego e di mal celato “voglio ma non posso” oppure posso ma non voglio!

Nel 2018, proprio gli industriali siciliani del vino che usufruiscono della produzione pantesca, direttamente e indirettamente, furono contrari a tale scelta sostenendo che era inutile l’appesantimento di procedure certificative, tacciabili, garantiste, vincolanti. Ai più, anche in Regione e fra tecnici siciliani, apparve una contrarietà, scrive il Sindaco, perché la Docg non consente alcune deroghe o posizioni acquisite stabilite nel disciplinare Doc lasciando più libertà d’azione eliminando costi fissi aggiuntivi. In particolare si pensa alla “filiera intera” obbligatoria sull’isola di produzione e quindi anche al naturale appassimento, controllo di partite più piccole, nessuna vendita di vino sfuso ponendo almeno in fase produttiva tutte le aziende, piccole o grandi, sullo stesso piano.

Adesso, prosegue il Sindaco Vincenzo Campo, dal cilindro sbuca la fascetta Doc: appare più una soluzione per non avere i vincoli reali della Docg ma nello stesso tempo una fotocopia a maglie larghe che può essere data in pasto ai consumatori come surrogato. Quanto ci cascheranno i consumatori? Quanto tutto questo contribuirà a un futuro positivo dello Zibibbo e della Doc e quanto il valore aggiunto e il valore diretto del vino e il suo patrimonio riconosciuto non verranno intaccati?

E’ evidente, continua il sindaco, che si cerca di scavare un solco sempre più profondo fra produttori e anche fra soggetti responsabili della gestione e governo del territorio comunale compreso le aree rurali da preservare alla produzione: più che una fascetta o delle deroghe o i doppi binari produttivi e di designazione sarebbe meglio che la “tutela” fosse rivolta alla viticoltura, alla zonazione, alla scelta di aree vocate migliori incentivando i vitigni e ceppi migliorativi.

Il sindaco fa anche presente che da sempre la sua voce è isolata, nel deserto, non avendo nessuno spazio normativo, anche se poi la responsabilità produttiva resta in capo a chi governa il territorio e per questo conferma che non si tirerà mai  indietro fino a quando sarà il sindaco di Pantelleria. Fra i vari soggetti depositari della gestione e salvaguardia del territorio comunale c’è anche il Parco Nazionale Isola di Pantelleria, che ha l’agricoltura come elemento fondativo, oggi è silente, quando invece con il precedente direttore si viaggiava in ampia sintonia.

E’ davanti a tutti l’irreparabile declino della fonte di reddito viticola dell’ isola (da 5000 a 400 ettari in prodizione in 50 anni) con un riconoscimento Unesco che si basa proprio sulla tutela e mantenimento e miglioramento dell’inconfondibile e unico (pratica viticola e non commerciale) alberello basso di Zibibbo.

Il sindaco Vincenzo Campo elenca anche tutte le azioni-nonazioni, le scelte imposte, le decisioni assunte a Palermo e non a Pantelleria dal 2011 con la istituzione della mega-Doc Sicilia e il primo tentativo di appropriarsi dello Zibibbo salvato da un solo (!!)  unico politico (!!) siciliano; realizzato poi con successo nel 2015 con il consorzio Doc Pantelleria inesistente; nel 2017 addirittura autorizzata in disciplinare doc Sicilia la designazione in etichetta anche se la presenza del vino Zibibbo è inferiore al 50%, addirittura come aromatico fra non aromatici.

Non soddisfatti dell’appropriazione, nel 2019, addirittura, il Consorzio “volontario” di Pantelleria introduce anche la possibilità di mettere la menzione geografica Sicilia aggiunta a Pantelleria, come se la Doc Pantelleria fosse una banalità, un’ emerita sconosciuta, avesse bisogno di un guinzaglio! Ma perché allora, si domanda il Sindaco Campo, la pubblicità delle grandi cantine dell’isola grande verte sempre di più sull’eccellenza del vino di Pantelleria e non su quello di Sicilia?

I piccoli produttori e viticoltori hanno addirittura presentato un ricorso esposto al presidente della Repubblica Mattarella dal quale si attende ancora riscontro. E’ evidente che l’introduzione del vitigno Zibibbo (si fa presente che tale termine è considerata da un lato un sinonimo di Moscato di Alessandria nelle autorizzazioni di impianto e dall’altro un sinonimo esclusivo per la Doc Pantelleria in designazione principale, ma il “frammischiamento fra disciplinari” crea una libertà d’azione che sfrutta anche controetichette ed altro per far credere la provenienza originaria)… fa nascere una forte concorrenza, amplia la produzione (ci sono già 2000 ettari iscritti in isola grande), abbassa il valore dell’uva pantesca, fa perdere  interesse all’esclusività dell’origine pantesca avvantaggiando il nome-sinonimo di vitigno rispetto alla denominazione geografica. Un po’ il contrario di quello che tutti i Consorzi di tutela dovrebbero fare in difesa del toponimo.

Il sindaco è molto chiaro: cosa spetta di fare ai 350 viticoltori di Zibibbo rimasti a coltivare, la cui maggioranza addirittura a più di 50 anni di età? Forse le mosse del consorzio Sicilia e del consorzio Pantelleria (che si ricorda sono enti volontari e non obbligatori troppo squilibrati verso il censo e non per il capite, ma poi con l’erga omnes diventano vincolanti per tutti!) del 2011 fino alla fascetta Doc di oggi sono tutte create in previsione, addirittura per stimolare e accelerare, un abbandono della viticoltura pantesca in tempi brevi.

 

Il Sindaco, al di là della questione fascetta Doc o fascetta Docg, lancia un grido di allarme molto forte: Pantelleria rischia moltissimo a perdere l’alberello e la pratica agricola riconosciuta. Si pensa che il turismo stagionale sia sufficiente per vivere e mantenersi oppure si pensa a migrare ancora in massa? Pantelleria spogliata dei suoi gioielli non vale più nulla e a quel punto – senza servizi – anche il turista e il residente non pantesco svenderà i dammusi e lascerà l’isola. Le parole del Sindaco appaiono molto sconfortate. Il grido finale che lancia è molto chiaro: l’attuale amministrazione tenterà fino alla fine del mandato di mettere rimedi (purtroppo solo rammendi), proporre alternative, creare soluzioni, offrire garanzie di supporti economici e possibilità di occupazione e impresa. Purtroppo solo con le proprie forze, appare di capire,  perché enti e istituzioni che dovrebbero condividere lo stesso percorso stanno guardando da una altra parte, addirittura alcuni viticoltori danno per già persa la partita, molti politici pensano alla centralità dei collegi e non alla periferia.

I punti sostanziali del “grido” e impegno del sindaco Vincenzo Campo di Pantelleria, e per i viticoltori soprattutto, che saranno ufficialmente chiesti in tutti i consessi che ci saranno da oggi in poi:                 

        1. Istituzione della Zibibbo Docg per il passito dolce dorato  naturale e per il bianco secco tranquillo
        2. Eliminazione dalla Doc Pantelleria del passito liquoroso e uso del termine Moscato di Alessandria ( foto allegata emblematica del caos)    
        3. Eliminare la menzione Zibibbo autorizzata dalla Doc Sicilia  e sostituire ogni disciplinare dell’isola grande usando correttamente il termine ampelografico del  Moscato di Alessandria (presso il Ministero c’è già una proposta e una raccolta di elementi scientifici e tecnico di esperti)
        4. Richiesta di commissariamento del Consorzio Volontario di tutela della Doc Pantelleria per dare un equo valore sostanziale rappresentativo e un riconoscimento economico  ai primari titolari delle vigne e unici dell’albo di produzione Docg e/o Doc;  per sostegno e zonazione della viticoltura eroica riconosciuta da Unesco; per difesa forte del termine Zibibbo come unitario della terra, del vitigno, dell’uva, del vino;  per una presidenza riservata sempre ad un produttore viticolo pantesco.    

       

 

Giampietro Comolli
(vedi albero pantesco, Patrimonio UNESCO)

 

 

 

 

 

 

 

Guarda il video integrale

22-12-2022 UNA FASCETTA SULLA DOC PANTELLERIA – YouTube

Il Sindaco Vincenzo Campo e il dott. Giampietro Comolli si confrontano sulla nuova iniziativa del Consorzio di Tutela della Doc Pantelleria sull’apposizione delle fascette sulle bottiglie dei vini Doc.
Giovedì 22 dicembre 2022 alle ore 19.00 in diretta sui canali social del Comune

 

Foto cover, elaborazione grafica di Newsfood.com:

 

Zibibbo di Pantelleria

Giampietro Comolli

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