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PASSITO PANTELLERIA DOC totalmente diverso dal LIQUOROSO PANTELLERIA DOC

PASSITO PANTELLERIA DOC totalmente diverso dal LIQUOROSO PANTELLERIA DOC

By Giuseppe

PASSITO PANTELLERIA DOC totalmente diverso dal LIQUOROSO PANTELLERIA DOC

Come conoscere le differenze fra LIQUOROSO doc e PASSITO NATURALE con stessa doc

 

 

Newsfood.com 19 dicembre 2022
PASSITO PANTELLERIA DOC totalmente diverso dal LIQUOROSO PANTELLERIA DOC – chiarezza obbligata verso tutti i consumatore. la chiarezza con fa perdere consumatori

Testo di Giampietro Comolli
Ogni disciplinare di produzione di un vino passito, speciale tipologia di vino  ottenuta secondo regole di impianto, raccolta, vitigni, varietà, terreni, vinificazione, elaborazione, maturazione, imbottigliamento e ancora affinamento, contiene le nome  molto particolari e rigide cui i viticoltori, vinificatori e imbottigliatori devono attenersi lungo una filiera che può durare un anno…ma anche 3 o 5 o 10 o 15 anni…dipende dal disciplinare.
Certo che un “unico” disciplinare e una “unica” denominazione  che contemplano entrambe le tipologie “ assai diverse” possono trarre in inganno il consumatore … volente o nolente… soprattutto se non conoscitore e attento lettore delle etichette di ogni bottiglia.
Un “vino passito” può essere Docg, Doc, Igp ma anche solo vino passito.  Ecco le differenze sostanziali fra il termine liquoroso e naturale indipendentemente dal luogo di produzione e dagli anni di cura e affinamento in cantina:    

Vino liquoroso Doc o non Doc

E’ innanzitutto una invenzione inglese, non ha una origine nazionale. Si ottiene da un qualsiasi vino, bianco o rosso, doc o non doc, che viene fortificato con l’aggiunta di alcol esterno di natura e origine differente, anche denaturato, per alzare il titolo volumetrico del vino. La stabilizzazione del vino ottenuto, detto liquoroso, si può ottenere anche aggiungendo un composto a base di acquavite, brandy.
Non esiste il vino passito liquoroso, è un’ossimoro su cui si gioca nella comunicazione e presentazione del prodotto al commercio.
In ogni caso la bottiglia deve riportare in modo evidente una fascetta o contrassegno di Stato di colore “rosa” evidente e posto sul tappo della bottiglia, da non confondere con fascette bianche o verdine o azzurre riservate ai vini non liquorosi Docg, Doc.

Vino Passito docg doc e non doc

Il vino passito è ottenuto solo da uve lasciate sovramaturare o appassire, almeno 2 o 4 mesi,  direttamente sulla pianta o su graticci o anche in serre o anche in solai con più o meno ventilazione forzata o convogliata o guidata anche con macchine aggiunte e con umidificatori o attrezzature asciuganti. Ottenuto da uva molto sane che possono essere attaccata solo da una muffa nobile ben evidente e nota.  E’ per tradizione un vino dolce cioè con un residuo zuccherino naturale più o meno pronunciato, intorno al 30-40% rispetto al volume (un litro).  Il vino passito non è quindi il risultato di una vinificazione particolare.  La fermentazione è  lenta per il tenore zuccherino, la elaborazione in botti può durare da 3 anni in su. I disciplinari più attenti (come quelli dei vini santi più noti) devono ripotare dettagli molto precisi e chiari, poiché la tecnologia può modificare molto i vini. Per il vino passito (NB: non passito liquoroso o liquoroso e basta) le azioni e attività manuali, l’esclusione di macchine, la cura e il governo delle condizioni ambientali incidono enormemente sul costo aziendale di produzione.   
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E’ evidente che anche la “durata” del vino conta, costa e fa la differenza, come pure una produzione su una isola o in una nicchia di territorio con produzioni di uva a 40 quintali ad ettaro, rispetto ad altre vigne in zone ampie, di pianura che producono anche 100 quintali ad ettaro, ovvero  3 kg di uva per ceppo. Viceversa l’uso di serre e sottosolai o capannoni di plastica superventilati con forzature di aria e umidità abbassano i costi e velocizzano l’immissione al consumo. Con queste “macchinazioni” non si può parlare e scrivere in etichetta che trattasi di un “ vino passito naturale”.  La menzione “naturale” dovrebbe essere obbligatoria nel disciplinare e in etichetta per Pantelleria ed altre denominazioni, come pure una stessa  DOC-IGP dedicata al vino passito naturale non dovrebbe essere concessa anche al vino liquoroso o passito liquoroso che non può esistere per legge.  

Giampietro Comolli

 

In foto: uva esposta al sole e al vento e un vino liquoroso ottenibile con semplice aggiunta di zuccheri…

 

Vedi anche:

Zibibbo di Pantelleria

 

 

 

Giampietro Comolli

Redazione Newsfood.com
© Riproduzione Riservata

 

Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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