Se calano gli zuccheri non si resiste alla fame

Se calano gli zuccheri non si resiste alla fame

By Redazione

Le diete da fame sono arma a doppio taglio. Quando il livello di zuccheri cala molto, il cervello spinge alla spanciata, con preferenza per dolci e pasticcini.

A dirlo, una ricerca dell’Università di Yale e dell’Università della California meridionale, diretta dal dottor Rajita Sinha e pubblicata sul “Journal of Clinical Investigation”.

Gli scienziati hanno selezionato alcuni volontari, abbassando od alzando il livello di glucosio nel sangue. Durante le operazioni, il cervello veniva dei partecipanti era tenuto sotto
controllo.

La procedura ha permesso di capire come la carenza di glucosio attiva l’ipotalamo, regista delle emozioni e radar dello stato di disagio. In seguito, si accendono insulina e corpo striato: tali
aree, legate alla ricerca di piacere, provocano desiderio di cibo. Passaggio finale con la corteccia prefrontale, “Spugna per il glucosio”: pur percependo i segnali di sovra-alimentazione, tale
regione non riesce a disciplinarsi.

Per i ricercatori, ciò determina abbuffate senza ritegno, specie per quei soggetti con problemi come obesità o controllo del cibo. Per tutti, poi, molto meglio le diete moderate.

FONTE: Dongju Seo, Renata Belfort-DeAguiar, Cheryl Lacadie, James Dzuira, Sarita Naik, Suma Amarnath, R. Todd Constable, Robert S. Sherwin, Rajita Sinha, “Circulating glucose levels
modulate neural control of desire for high-calorie foods in humans, September 19, 2011, doi:10.1172/JCI57873.

Matteo Clerici

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