Sao Tomè, il benessere arriva col cacao
15 Aprile 2011
La qualità premia, moralmente e finanziariamente. Gli abitanti degli Stati di Sao Tomè e Principe stanno raccogliendo i frutti delle loro coltivazioni, cacao di primissima
qualità. Così, mentre il cacao viene esportato all’estero, famiglie di coltivatori passano dalla povertà ad un livello di reddito dignitoso, con tutti i vantaggi connessi.
Ironicamente, la fortuna del piccolo arcipelago al largo dell’Africa centro-occidentale, inizia col disastro degli Anni Novanta. In quel periodo, il cacao era sempre il cardine dell’economia
(95% delle attività commerciali: tuttavia, il crollo del prezzo del “cibo degli dei” portò ad un crollo verticale del potenziale economico del territorio.
Poi intervenne l’IFAD, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo dell’ONU. I suoi esperti valutarono la situazione, proponendo una soluzione basata su 3 punti fondamentali. Primo,
l’ottenimento dello status di “cacao organico”. Secondo, l’eliminazione degli intermediari e l’aumento conseguente degli introiti dei produttori. Terzo, la modernizzazione della produzione
tramite macchinari e conoscenze adeguate.
Il progetto IFAD attirò l’attenzione di Cafédirect, un’azienda britannica che si occupa di commercio equo e solidale, da tempo interessata alle potenzialità agricole della
ex-colonia lusitana.
Così, i tre punti sono stati messi in pratica, anche e sopratutto tramite la creazione di cooperative del cioccolato, che hanno eliminato la necessità di intermediari e facilitato
il balzo in avanti tecnologico.
Risultato la produzione è passata dalle 50 tonnellate del 2004 (ultimo anno per-programma IFAD) alle 600 tonnellate dell’anno passato. Di conseguenza, individui una volta poverissimi
hanno visto crescere il tenore di vita, potendo permettersi beni come biciclette, radio, frigoriferi, generatori di elettricità. E sono migliorate le finanze pubbliche, permettendo alle
autorità di progettare strutture adatte allo sviluppo sanitario e sociale.
FONTE: Martin Plaut, “Chocolate boost for Sao Tome farmers”, BBC News 7/03/011
Matteo Clerici
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