Sanpellegrino (o San Pellegrino?): l’acqua che crea lavoro

Sanpellegrino (o San Pellegrino?): l’acqua che crea lavoro

Milano, 23 gennaio 2014

Sanpellegrino riconosciuta e apprezzata sulle tavole, e dai “foodies” che contano. In tutto il mondo la “doppia stella rossa e bianca” Sanpellegrino (sì, proprio a cinque punte come
un’altra famigerata che ha insanguinato il nostro Paese) è immediatamente riconosciuta e apprezzata sulle tavole, e dai “foodies” che contano.

Moltissimi la identificano con un prodotto “made in Italy”, anche se non tutti sanno che il preziosissimo marchio è in effetti di una multinazionale svizzera del calibro di Nestlè
che, a suo tempo, l’acquistò da un family business italiano. Ma la nazionalità di chi controlla il business (a parte l’aspetto finanziario di destinazione finale degli utili e del
loro eventuale reinvestimento, o distribuzione agli azionisti) non è – come abbiamo raccontato diverse volte e come spiega molto bene la teoria economica – la discriminante degli affari,
ovviamente quando sono condotti in maniera managerialmente corretta. Il vero nodo attorno a cui ruota il business è invece rappresentato dalla gestione del marchio e dalla catena del
valore che si riesce a realizzare. Su questi temi si è discusso a Milano in un incontro organizzato ad hoc.

Il tema: “Creare valore condiviso per far crescere l’Italia. Il ruolo strategico delle aziende come acceleratori del sistema economico e dell’occupazione”. Durante la discussione sono emerse
numerose cifre chiave, e talune anche un po’ impensate, di una “semplice” (si fa per dire) bottiglia d’acqua, o meglio del settore “beverage”.

In particolare, solo in Italia nel 2012 Sanpellegrino ha generato, lungo l’intera filiera in cui opera: 1,1 miliardi di valore condiviso (0,10% della produzione industriale italiana); 7mila posti
di lavoro (3 per ogni dipendente Sanpellegrino); 390 milioni di contribuzione fiscale (impose pagate dalle imprese, dai lavoratori e dai consumatori) Il punto della situazione è appunto
stato fatto da alcuni dei massimi esperti del panorama socio-economico nazionale per “misurare” gli effetti della recessione (e le previsioni di ripresa).

All’incontro hanno preso parte l’economista Francesco Daveri, il sociolgo del lavoro Emilio Reyneri, Stefano Agostini, presidente e amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino, e Alessandro
Marangoni, Ceo di Althesys.
Dal quadro complessivo (dove il contesto economico si riflette sul piano sociale, con un calo del benessere e un livello crescente di disoccupazione) emerge la necessità di ridisegnare i
modelli economici, puntando sempre più su politiche orientate alla crescita e al contempo alla sostenibilità sociale.

Dall’analisi del valore delle attività Sanpellegrino sono emerse anche le relative ricadute sull’economia italiana, dal momento che la produzione è interamente radicata in Italia.
Considerando tutti gli attori della filiera di Sanpellegrino, come accennato, il valore creato nel 2012 in Italia è 1,1 miliardi pari a 2,4 volte il fatturato stesso di Sanpellegrino in
Italia (465 milioni di euro). Questo dato si compone del valore aggiunto generato dai fornitori del gruppo (agricoltura, industria e servizi), pari a 208 milioni di euro, da Sanpellegrino stesso,
pari a 448 milioni, dal sistema logistico (77 milioni) e dai canali distributivi (371 milioni di euro). In particolare, 258 milioni di euro rappresentano il contributo dell’export nell’intera
filiera italiana Sanpellegrino.

Franco Vergnano
per Newsfood.com

(il comunicato stampa)
Oggetto: Il ruolo strategico delle aziende come acceleratori del sistema economico e dell’occupazione: il caso Sanpellegrino.
Data: 23 gennaio 2014 10:59:38 CET
 
Creare valore condiviso per far crescere l’Italia.
Il ruolo strategico delle aziende come acceleratori del sistema economico e dell’occupazione:
il caso Sanpellegrino.
 
Il Gruppo Sanpellegrino nel 2012, in Italia, lungo l’intera filiera in cui opera, ha generato:
ü  1,1 miliardi di € di valore condiviso (0,10% della produzione industriale italiana)
ü  7.000 posti di lavoro (3 per ogni dipendente Sanpellegrino)
ü  390 milioni di € di contribuzione fiscale (impose pagate dalle imprese, dai lavoratori e dai consumatori)
 
Ieri a Milano, si sono incontrati alcuni dei massimi esperti del panorama socio-economico nazionale per fare il punto sugli effetti della recessione e sulle previsoni di ripresa, non solo a
livello italiano, ma anche mondiale ed europeo. All’incontro hanno preso parte Francesco Daveri, Economista, Emilio Reyneri, Sociologo del Lavoro, Stefano Agostini, Presidente e Amministratore
Delegato del Gruppo Sanpellegrino, eAlessandro Marangoni, Amministratore Delegato di Althesys*.
 
Nel quadro fornito – dove il contesto economico si riflette sul piano sociale, con un calo del benessere e un livello crescente di disoccupazione -emerge prepotentemente la necessità di
ridisegnare i modelli economici, puntando sempre più su politiche orientate alla crescita e al contempo alla sostenibilità sociale.
 
Durante l’incontro il Gruppo Sanpellegrino, una delle più significative realtà nel campo del beverage in Italia, ha presentato l’analisi del valore che le sue attività hanno
generato lungo l’intera filiera nel 2012, in Italia, e le relative ricadute sull’economia del Paese. Secondo la logica della creazione di valore condiviso, per Sanpellegrino la chiave del
successo è creare valore sia per sé e per i propri azionisti, che per la società in cui opera, apportando benefici concreti alle persone, all’economia e al territorio. Lo
studio, condotto dall’Istituto Althesys, è una misurazione dei risultati dell’approccio adottato dal Gruppo Sanpellegrino, la cui produzione è interamente radicata in Italia.
 
Considerando tutti gli attori della filiera di Sanpellegrino, il valore[1] creato nel 2012 in Italia è 1,1 miliardi di Euro, pari a circa lo0,10% della produzione industriale nazionale e a
2,4 volte il fatturato stesso di Sanpellegrino in Italia (465 milioni di Euro). Questo dato si compone del valore aggiunto generato dai fornitori del Gruppo (agricoltura, industria e servizi),
pari a 208 milioni di Euro, da Sanpellegrino stesso, pari a 448  milioni di Euro, dal sistema logistico, pari a 77 milioni di Euro, e dai canali distributivi, pari a 371 milioni di
Euro.
 
Dell’1,1 miliardi di Euro totali, 258 milioni di Euro è il contributo dell’export al valore condiviso creato nell’intera filiera in Italia.

Redazione Newsfood.com

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