“Riso e latte” e la minestra di pane raffermo

“Riso e latte” e la minestra di pane raffermo

Questi due piatti non esistono più nella cucina delle famiglie.

Fino a circa trenta anni fa erano piatti che si consumavano spesso durante la settimana.

La ricordo benissimo la minestra di pane (brodo di carne -solo ossi- con qualche verdura a bagnare fette di pane raffermo e alla domenica o alle feste comandate una grattata di formaggio o un
filo di olio di oliva per arricchire ed insaporire il piatto).

L’ho rifatto in questi giorni, e tanta è stata la sorpresa di godere di un gusto grande, ritrovato, vero.

Al Cibus di Parma che si svolge in questi giorni – grande vetrina  europea dell’alimentazione moderna – mi sono imbattuto in una miriade di cibi pronti o semipronti, adesso anche i brodi
di verdura o di carne sono in confezioni tetrapack da mezzo litro o litro: non è rimasto nemmeno il piccolo rito di scartocciare il dado.

Questo ed altro, e una velocizzazione della cucina che ha dell’incredibile.

Mi chiedo cosa poi facciamo del tempo che risparmiamo ai fornelli.

Bello se leggiamo un libro o dialoghiamo in famiglia, ma spesso cadiamo vittime di show televisivi sul nulla.

E diventiamo sempre più facili prede delle multinazionali del non gusto che ci propinano cibi uguali per tutti ed instaureranno la dittatura delle papille.

Attilio Scotti

Redazioe Newsfood.com

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