Ricostruito dal DNA Inuk, uomo di 4000 anni fa
11 Febbraio 2010
Lavorare su pochi reperti organici (frammenti d’ossa e capelli) per estrarne il DNA del proprietario e ottenere informazioni sul suo conto, anche se si tratta di oggetti vecchi di millenni.
Questo (in estrema sintesi) il risultato di una ricerca dell’Università di Copenhagen (sezione Natural History Museum) diretta da Eske Willerslev e Morten Rasmussen e pubblicata su
“Nature”.
Gli studiosi hanno lavorato sui resti ritrovati nel 1986 sull’isola di Qeqertasussuk, al largo delle coste occidentali della Groenlandia, probabilmente luogo di morte del soggetto.
Allora, gli esperti guidati dal tandem Willerslev-Rasmussen ha mappato il DNA dei capelli e sequenziato così l’80% del genoma.
Sulla base di tale analisi, i ricercatori danesi sono in grado di fare un ritratto abbastanza preciso del padrone dei resti (soprannominato Inuk, cioè “uomo”, in groenlandese).
Inuk apparteneva alla cultura Saqqaq, discendente dalle popolazioni migrate dalla Siberia oltre 5.000 anni fa e la prima ad aver abitato le terre della Groenlandia. Per questo, egli è
più vicino agli indigeni della Siberia che non agli Inuit che abitano l’Artico del nuovo mondo.
Fisicamente, Inuk aveva la pelle scura, occhi e capelli castani, questi ultimi folti anche se colpiti da calvizie. La sua alimentazione base era costituita da uccelli marini e carne di foca ed
il suo metabolismo (con gruppo sanguigno A+) ed il suo fisico si erano adatti al clima ostile della regione, questo nonostante non fossero passate molte generazioni da quando i suoi antenati
erano arrivati su quelle terre.
NOTE FINALI, per approfondire:
Morten Rasmussen et al, “Ancient human genome sequence of an extinct Palaeo-Eskimo”, Nature Jan 2010, doi: 10.1038/nature08835
Matteo Clerici





