Proteine, i legumi migliori della carne

Proteine, i legumi migliori della carne

By Redazione

La salute è nei dettagli. Se allora le proteine sono fondamentali per un corpo efficiente, quelle migliori potrebbero venire dai vegetali.

E’ la tesi avanzata da una ricerca del dottor Peter Clifton e pubblicata su ” Current Atherosclerosis Reports”.

Il dottor Clifton ha valutato i dati del Nurses’ Health Study, comparando salute e dieta. Sono così emersi diversi problemi, legati ad un’alimentazione basata sulle proteine animali.

Per cominciare, tale sistema faceva ingrassare: un chilo per ogni 125 grammi di carne al giorno.

Inoltre, la dieta con pochi carboidrati e molte proteine animali aumentava la mortalità (+20% di rischio), mentre quella pochi carboidrati e tante proteine vegetali la riduceva (-23%).

Ancora, una dieta con proteine “verdi” (poca carne rossa, noci, pochi grassi, pollame e pesce) era associata ad un calo d’incidenza (dal 13 al 30%) di malattie cardiovascolari a confronto con
una dieta ricca in carne rossa.

Perciò, il dottore ritiene più che salutare un cambio di paradigma: passare cioè dalla predominanza delle proteine animali a quelle vegetali, come quelle fornite dai
legumi.

Tuttavia, quantò interessanti, i risultati della ricerca sono tutt’altro che incontestabili.

Alcuni adetti ai lavori ricordano indagini passate, svolte su popolazioni asiatiche, secondo cui la carenza di carne nell’alimentazione è legata a scompensi e disturbi.

In generaleè d è sbagliato demonizzare: il fatto che in passato si sono discriminate le proteine vegetali non rende lecito fare lo stesso con quelle animali.

Spiega la dottoressa Laura Rossi, dell’INRAN: “Le proteine vegetali sono state molto rivalutate dalla ricerca scientifica, ma non per questo vanno demonizzate quelle di origine animale, di cui
è nota l’elevata qualità. Inoltre, prevedere nella dieta anche fonti proteiche animali, come carni magre, pesci, uova, prodotti lattiero caseari, rende più facile
soddisfare i fabbisogni di altri nutrienti, come il ferro e il calcio. I nostri consumi proteici medi vanno però ridimensionati: un primo obiettivo ragionevole può essere di
apportare con le proteine il 15%, o anche meno, delle calorie della dieta, rispetto all’attuale 17%”.

Il segreto sta nella ripartizione: “Con una proporzione del 50% di proteine di origine animale e 50% di origine vegetale. E a proposito di proteine, nelle raccomandazioni nutrizionali (Larn) di
prossima pubblicazione aumenteranno un po’ i livelli di assunzione raccomandati per l’adulto (da 0,9 a 1 grammo di proteine/kg di peso corporeo al giorno), mentre saranno ridimensionati quelli
dei bambini di circa un 30%”.

FONTE: Peter M. Clifton, “Protein and Coronary Heart Disease: The Role of Different Protein Sources”, Current Atherosclerosis Reports, DOI: 10.1007/s11883-011-0208-x

Matteo Clerici

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