PROSCIUTTO DI SAN DANIELE: IL CONSORZIO COMPIE 60 ANNI MA NON LI DIMOSTRA

PROSCIUTTO DI SAN DANIELE: IL CONSORZIO COMPIE 60 ANNI MA NON LI DIMOSTRA

IL CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI SAN DANIELE COMPIE 60 ANNI MA NON LI DIMOSTRA

Di Franco Vergnano
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Il San Daniele, figlio della bora triestina e delle dolomiti, è uno dei prosciutti più buoni d’Italia. Non per niente è anche molto apprezzato all’estero, anche se spesso gli stranieri devono accontentarsi di degustarlo (absit iniuria verbis, udite, udite!!?!?>!?) “in scatola” (quasi come fosse una sardina).

Inutile dire che chi salta l’assaggio del prodotto appena tagliato, magari con il coltello, non sa cosa si perde. Ma queste sono le leggi del marketing, specie quando bisogna coniugarle con una rigidissima legislazione “anti-importazione”, magari di matrice statunitense.

Comunque il nostro San Daniele sta andando a gonfie vele, con un  business in crescita del 16% in termini annui. Decisamente un bel risultato per quello che viene considerato un vero fiore all’occhiello della filiera agroalimentare made in Italy. E oggi il prosciutto di San Daniele si prepara alle sfide del futuro, dopo 60 anni di vita, anche se non li dimostra affatto.

Nel 2021 si celebra infatti il sessantesimo anniversario del Consorzio del Prosciutto di San  Daniele, l’organizzazione costituita nel 1961 a opera di produttori, imprenditori e cittadini del comune di San  Daniele del Friuli per promuovere e tutelare il marchio prosciutto di San Daniele. In  occasione della celebrazione dell’anniversario sono stati anche rilanciati  gli obiettivi per il futuro concentrandosi sul tema della sostenibilità per commisurare il sistema  economico e sociale con maggiore attenzione all’ambiente e all’etica.

Dal 1961 fino a oggi, il Consorzio ha portato avanti un connubio perfetto di tradizione e  innovazione: da una parte tutelando l’antica ars tecnica dei mastri prosciuttai, dall’altra  aggiornando le regole della produzione inserendo importanti elementi per la tracciabilità del  prodotto, la salvaguardia ambientale e la tutela degli animali. Il comparto agisce per una  consapevole gestione della filiera Dop, della produzione del prosciutto di San Daniele e  della sua presenza sul mercato per proteggere la natura e tutelare la salute delle persone.

Il Consorzio, seguendo l’evoluzione imprenditoriale italiana, si è adoperato all’interno dello  schema dei prodotti ad indicazione geografica con un’evoluzione continua verso il Prosciutto  di San Daniele 4.0: un sistema economico e sociale con maggiore attenzione all’ambiente e  all’etica.

Nel corso dell’ultimo decennio sono state numerose le iniziative di innovazione nella filiera, incentrate su quattro punti.  C’è la modifica al disciplinare di produzione con l’obiettivo di migliorare gli aspetti determinanti  nella produzione Dop a garanzia della tutela del marchio e del consumatore,  ponendo anche l’accento sul territorio e sul distretto produttivo di San Daniele.
Al secondo posto troviamo l’introduzione di un sistema di tracciamento digitale su ogni vaschetta di prosciutto pre- affettato attraverso un “qr code” per reperire le principali informazioni sul prodotto e  verificare la conformità della confezione.

C’è poi l’utilizzo di un impianto consortile di pretrattamento delle acque reflue dei prosciuttifici per  migliorarne le caratteristiche prima della fase di smaltimento.

Il quarto punto è la raccolta e trattamento del sale esausto derivante dalla produzione e il suo riutilizzo nell’industria conciaria o come antighiaccio stradale. Come si vede anche nel prosciutto siamo riusciti a inventarci l’economia circolare.

Mario Emilio Cichetti, direttore del Consorzio Prosciutto di San Daniele

 

 

 

“Nel futuro andrà trovato un giusto equilibrio tra la necessità di produrre, l’etica verso  l’ambiente ed il benessere animale, generando così un miglioramento a cascata degli stili di  vita” spiega Mario Emilio Cichetti, direttore del Consorzio.

Nel prossimo anno “vedranno la luce nuove importanti iniziative, prevalentemente di natura economico ambientale,  tra cui il potenziamento degli impianti per il recupero e riutilizzo del sale, la valorizzazione della  qualità del prodotto, il basso impatto ambientale e il rispetto della filiera. La tutela del territorio  si conferma un elemento cruciale perché per continuare a produrre un prodotto di qualità  occorre che il luogo di lavorazione sia di qualità”.

 

Giuseppe Villani, presidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele

Giuseppe Villani, presidente del Consorzio del Prosciutto di San Daniele ricorda che  la sostenibilità è il tema centrale che il Consorzio sta perseguendo: “Non si tratta solo di ambiente, ma di rispetto per le persone, di corretto utilizzo delle strutture e etica gestione delle risorse del territorio, anche nel rispetto dei nostri consumatori. L’augurio a tutti i nostri  consorziati è che proseguano su questa strada continuando a sentirsi giovani anche per i  prossimi 60 anni, perché i giovani riescono sempre ad avere la visione improntata verso il  futuro”.

 

 

 

 

 

Franco Vergnano
Inviato Speciale

Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE

 

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