CARNE SINTETICA SI’ o CARNE SINTETICA NO?… nel 2050 saremo 9 miliardi di bocche da sfamare!

CARNE SINTETICA SI’ o CARNE SINTETICA NO?… nel 2050 saremo 9 miliardi di bocche da sfamare!

CARNE SINTETICA SI’ o CARNE SINTETICA NO?… nel 2050 saremo 9 miliardi di bocche da sfamare!

 

NOTA DEL DIRETTORE
Idealmente condivido le motivazioni buonistiche dei vegani e di tutti coloro che vorrebbero eliminare le sofferenze degli animali, per qualsiasi motivo. Sono onnivoro e adoro la carne e il pesce ma questo non significa che condivido ogni pratica di allevamento e abbattimento dell’animale. Sono contro ogni tipo di violenza gratuita, sia sulle persone che sugli animali.
Vorrei tanto che il mondo fosse un bel girotondo di persone e di animali dove possa regnare solo il rispetto e l’altruismo ma è pura utopia. La realtà è quella che viviamo, una realtà che ognuno di noi ha il dovere di cercare di migliorare ma, purtroppo, anche le cose che apparentemente avrebbero fini umanitari e/o fatte a fin di bene… sono gestite in adorazione del Dio Denaro.
Carne sintetica? … forse una soluzione obbligata ma ci allontaniamo sempre più dalla Natura!

Giuseppe Danielli

 

 

Premessa a commento
di Marco Utzeri

La seconda rivoluzione industriale ha introdotto nel nostro pianeta elettricità, prodotti chimici e petrolio.

A decorrere da questo avvenimento storico, il mondo in cui viviamo, decennio dopo decennio, è cambiato radicalmente… a velocità esponenziale.

L’evoluzione scientifica in campo medico, chimico e sintetico ha fatto sì che l’aspettativa di vita media mondiale crescesse, portando così ad un aumento demografico globale.

“Secondo i calcoli dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) la crescita demografica mondiale passerà dai 7.7 miliardi attuali a 9 miliardi entro il 2050 (n.d.r. salvo inaugurabili, ma possibili, catastrofi  immani e/o ulteriori pandemie … diciamo: naturali).

L’aumento crescente del numero della popolazione mondiale porta con sé tutta una serie di questioni ambientali, sociali, economiche e politiche legate tra loro a catena. Ad esempio, sempre secondo alcune stime, per sfamare nel 2050 l’intera popolazione mondiale la produzione di cibo dovrebbe aumentare del 70%.”

L’industria della carne sa di non poter soddisfare la domanda, e di conseguenza se la domanda di carne aumenterà nei prossimi decenni, ad oggi non c’è nessun metodo di produzione a disposizione che può appagare questa “voracità” nei confronti di questo alimento.

Sta diventando sempre più di attualità ciò che prima si pensava fosse fantascienza, ovvero la nascita dell’industria della carne basata sulla coltivazione di cellule, più comunemente chiamata “carne coltivata” o “carne da cellule coltivate”.

La prima volta che sentii parlare della carne sintetica fu nel 2016 a Londra in un articolo del “New York Times” che parlava del progetto della “carne coltivata” lanciato da una start up californiana chiamata “Memphis Meat”.

Oramai ci sono più di 80 aziende in tutto il mondo che studiano questo fantascientifico mondo artificiale in cui sembra di entrare nel racconto di Mary Shelley “Frankenstein”, con la differenza che in questo caso la carne artificiale ci potrebbe portare alla sostenibilità del fabbisogno mondiale e ad una diminuzione di quelli che ormai sono diventati allevamenti intensivi.

Penso che questo microcosmo di innovazione, che inizialmente ha destato in me la preoccupazione di cosa potremmo trovare un giorno sulle nostre tavole, sia in realtà molto interessante e forse sostenibile.

La creazione di “carne vera” da cellule animali, senza la necessità di allevare e macellare migliaia e migliaia di animali, potrebbe essere un’innovazione alimentare rivoluzionaria che potrebbe cambiare il mondo per gli animali e per l’ambiente, tanto che personaggi come Bill Gates stanno addirittura investendo sul progetto.

Tutto questo potrebbe realmente accadere, nei prossimi anni potremmo trovare nei supermercati, ristoranti e sulle nostre tavole, carne creata sinteticamente in laboratorio.

 

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Chef Marco Utzeri
in esclusiva per

Newsfood.com


(Comunicato stampa del 30 novembre 2021)

Giovedì 2 Dicembre alle ore 9.00

Innovation Center – Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze

Lungarno Soderini 21 – Firenze

IL CIBO CHE VERRA’. NO ALL’ALIMENTAZIONE SINTETICA

Faccia a faccia tra la bistecca e la carne in laboratorio.

20 anni dopo la Mucca Pazza una nuova minaccia per la “Fiorentina”. 

Dalla nuova minaccia della carne sintetica a venti anni dall’emergenza Mucca Pazza che ha contribuito alla chiusura di molte stalle toscane, alle bugie della “Frankenstein Meat” con il primo Dossier verità sulla bistecca fatta in laboratorio ed il faccia a faccia tra la fiorentina, fresca di iscrizione nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, e la carne artificiale.

La produzione di carne in vitro, attraverso l’utilizzo di un bioreattore, apre uno scenario raccapricciante e preoccupante che punta a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione che sono capisaldi del Made in Tuscany insieme a trasparenza, tracciabilità e sostenibilità. Uno scenario nei confronti del quale gli agricoltori e gli allevatori toscani sono pronti a dare battaglia ribadendo la totale contrarietà alla carne che non è carne.

Se ne parla giovedì 2 dicembre, a partire dalle ore 9.00, all’Innovation Center della Fondazione Cassa Risparmio di Firenze (Lungarno Soderini, 21) in occasione dell’iniziativa “Il cibo che verrà. No all’alimentazione sintetica” promossa da Coldiretti Toscana durante il quale saranno illustrati i risultati del progetto integrato di filiera “Buonacarne” di cui è capo fila la Cooperativa Agricola Firenzuola e il rapporto “Gli italiani e la carne sintetica” realizzato da Ixè per il Centro Studi Divulga. Si parlerà inoltre della sostenibilità della risorsa idrica in agricoltura e nella zootecnia con la presentazione del piano per dotare la Toscana di nuovi invasi e canali irrigui.

Tre le sessioni in programma nell’arco della mattinata coordinate da Angelo Corsetti (Direttore Coldiretti Toscana). Alla prima sessione (ore 9.30) dal titolo “Il Pif Buonacarne” parteciperanno Roberto Nocentini (Presidente Cooperativa Agricola Firenzuola), Giovanni Brajon (Responsabile Istituto Zooprofilattico Sperimentale) e Gennaro Giliberti (Dirigente Regione Toscana settore Agricoltura).

Alla seconda sessione (ore 10.15) dal titolo “Frankenstein Meat no grazie” Riccardo Fargione (Centro Studi Divulga),  Paolo De Castro (europarlamentare – in video collegamento), Stefania Saccardi (vice presidente Regione Toscana ed assessore all’agricoltura), Luigi Scordamaglia (consigliere nazionale Filiera Italia), Carmelo Troccoli (Direttore Fondazione Campagna Amica), Fabrizio Filippi (Presidente Coldiretti Toscana) e Leonardo Marras (Assessore alle Attività Produttive, all’economia, al credito e al turismo della Regione Toscana).

Alla terza sessione (ore 11.45) dal titolo “Acqua per la bellezza, per l’economia e l’occupazione dei territori” parteciperannoMassimo Gargano (Direttore Generale ANBI), Massimo Lucchesi (Segretario Generale Autorità di Bacino), Marco Bottino(Presidente Consorzio Bonifica 3 Medio Valdarno) e Stefania Saccardi (vice presidente Regione Toscana ed assessore all’agricoltura).

L’evento sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina ufficiale di Coldiretti Toscana e sul canale YouTube di Coldiretti Toscana.


Firenze, 30 Novembre 2021


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