Programmi TV e videogiochi violenti rendono gli adolescenti insensibili

Programmi TV e videogiochi violenti rendono gli adolescenti insensibili

Videogiochi pieni di sangue e morte, programmi TV a base di crudeltà: gli adolescenti che usano spesso tali media possono diventare meno sensibili alla violenza reale e scivolare verso
comportamenti aggressivi, ritenendoli accettabili.

Questa la tesi di una ricerca dei National Institues of Health (NIH), diretta dal dottor Jordan Grafman e pubblicata su “Oxford Journal Social Cognitive and Affective Neuroscience”.

Il team NIH ha selezionato 22 ragazzi, età dai 14 ai 17 anni. Gli studiosi hanno mostrato loro quattro secondi di scene violente di 60 video, divisi in tre categorie in base al livello
di violenza: bassa, media, estrema. Durante la proiezione, il cervello dei volontari era osservato tramite risonanza magnetica.

Così il dottor Grafman spiega i risultati: “Abbiamo scoperto che quando i ragazzi erano esposti ripetutamente ai video più violenti decresceva l’attivazione della regione del
cervello concernente le reazioni emotive”.

Tale fenomeno, conclude l’esperto, può significare che l’esposizione ripetuta a scene del genere possa far percepire la violenza come normale, facendo aumentare il numero di adolescenti
aggressivi e pericolosi.

FONTE: Maren Strenziok, Frank Krueger, Gopikrishna Deshpande, Rhoshel K. Lenroot, Elke van der Meer, and Jordan Grafman, “Fronto-parietal regulation of media violence exposure in
adolescents: a multi-method study”, Soc Cogn Affect Neurosci nsq079 first published online October 7, 2010 doi:10.1093/scan/nsq079

Matteo Clerici

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