Privacy da confessionale e posta pneumatica nella farmacia finlandese

Privacy da confessionale e posta pneumatica nella farmacia finlandese

Mi rendo conto che chi andasse a farsi un bel viaggetto in nord Europa avrebbe bisogno, considerati i costi, di ottimizzare il tempo a disposizione.
Suggerire quindi di andare a visitare una farmacia può apparire perlomeno bizzarro.
Tuttavia io mi sentirei di farlo. Perché?
Perché la farmacia finlandese conferma la generale opinione di efficienza e praticità di cui gode tutta la Scandinavia.
Il modello scandinavo di farmacia andrebbe sicuramente copiato anche da noi per i seguenti motivi .
Privacy: avete presente il confessionale?
Bè, senza arrivare a questi estremi, il colloquio tra il cliente ed il personale della farmacia è talmente riservato e, direi, sussurrato da ricordare questo sacramento un po’ in
disuso.
Ogni cliente si infila letteralmente in una sorta di separè che garantisce il più assoluto riserbo della sua problematica. Il numero preso in precedenza, cosa ormai assodata anche
qui, non è però statico come da noi, nel senso che lampeggia costantemente accompagnato da uno o più squilli, caso mai vi foste addormentati.
Gli scandinavi poi, anziché scandire a gran voce il problema e magari gesticolare per far capire meglio la cosa, sussurrano appena e sembrano sempre sul punto di esalare l’ultimo
respiro.
Impossibile quindi percepire, sia pure senza volerlo, di cosa soffrano.

Comodità: perché stare in piedi e stancarsi?
E’ stupido.
Ecco quindi che il finnico si siede sempre di fronte al o alla farmacista e trova sempre un sorriso sgargiante pronto all’ascolto.
L’unica controindicazione, secondo me, è che un sedile confortevole dilata notevolmente i tempi ed induce alla conversazione.
L’ultima volta mia moglie ha impiegato mezz’ora per comprare alcune pillole. Non ho osato chiedere se la farmacista fosse un’amica di infanzia.

Efficienza: il povero farmacista italiano, quando ha letto cosa serve al cliente, va sul retro o quanto meno si gira ed estrae da uno di quegli armadietti che non saprei come definire, il
settimanale ha sette cassetti ma questi ne hanno quaranta (quarantena lo escluderei), le medicine necessarie.
In Finlandia nulla di tutto questo. La medicina arriva via posta pneumatica.
Per l’esattezza: vista la ricetta, il farmacista la digita al computer ed ecco che in men che non si dica arriva dentro ad un grande tubo di plastica che ogni farmacista ha vicino alla propria
postazione.
Non dovrà pertanto mai alzarsi se non per l’immancabile caffè che è un rito di gran lunga più rispettato del thè in Inghilterra.
Queste sono le ragioni per le quali suggerirei al turista italico di visitare una farmacia finlandese.
A maggior ragione se il turista fosse un politico affichè proponesse almeno di copiare ciò che mai saremmo capaci di inventarci.

25 settembre
2010                                                
 
Angelo Acino

Newsfood.com

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