Pollo contro i matrimoni gay. Liberali, conservatori e fast food USA
4 Agosto 2012
Negli USA, un fast è al centro di una ciclone di polemiche. A differenza del passato, la questione non è salutistica, ma civile e politica.
Dan Cathy è il capo di Chick-fil-A, fast food con 1.610 punti di ristorazione, specializzato in sandwich di pollo. Cathy è un sostenitore della destra religiosa, che da tempo
finanzia associazioni come “Focus on the family”, sempre pronto ad esprimere la sua opinione. Così, durante una recente
intervista al conservatore “The Baptis Press”, Cathy è stato chiaro: lui e la sua azienda credono nella famiglia tradizionale, che nasce solo dall’unione tra uomo e
donna.
Questo ha dato fuoco alle polveri politiche, con favorevoli e contrari pronti ad azioni concrete.
Tra i più decisi avversali, alcuni sindaci USA. Vincent Gray, sindaco di Washington, ha parlato senza mezzi termini di “Polli dell’odio”, mente il Primo Cittadino di Boston, Tom Menino,
ha ventilato l’idea di chiudere i fast food in questione nella sua città. Deciso anche Rahm Emanuel, sindaco di Chicago, anch’esso favorevole ad un boicottaggio deciso.
Come prevedibile, sono scese in campo anche alcune organizzazioni dell’orgoglio omossessuale. La loro è una doppia strategia: oltre al classico boicottaggio, i loro componenti andranno a
baciarsi davanti ai locali incriminati, mettendo in atto un “Kiss sit-in”.
Il fronte dei sostenitori di Chick-fil-A è invece capeggiato da Mike Huckabee, ex candidato alla presidenza ed ex governatore dell’Arkansas.
Oltre ad esprimere pubblicamente il suo sostegno a Cathy, il politico ha indetto la “Giornata della Gratitudine per Chick-fil-A”: chiunque fosse d’accordo con le posizioni di Cathy doveva
ordinare un pasto nei suoi locali.
Fissata per mercoledì 1 agosto, la giornata ha avuto successo, con lunghe file di clienti-sostenitori, pronti a riempirsi di calorie per la causa. Sempre per il fast food si sono
espressi Rick Santorum ed altri politici conservatore.
Attualmente, però, la polemica si sta smorzando, vuoi per l’inerzia del tempo, vuoi (soprattutto) per l’intervento dei moderati delle due fazioni.
Tra i moderati liberali, si è espresso Michael Bloomberg: sindaco di New York e famoso sostenitore degli omosessuali, ha attaccato duramente ogni tentativo di boicottaggio.
Altrettanto autorevole, il “New York Times”, considerato foglio dell’America
liberale, ha spiegato come, se le parole dell’imprenditore sono da condannare, rientrano nella libertà di parola garantita dalla Costituzione Ed, altrettanto importante, non si deve
arrivare al punto di “Boicottare un business il cui titolare non la pensa come noi”.
Tra i moderati conservatori, il primo passo è stato fatto proprio das Chick-fil-A. Un portavoce ha ribadito come, pur essendo contraria alle unioni omosessuali, l’azienda non abbia mai
discriminato tra dipendenti e clienti.
Matteo Clerici





