Vinitaly: il vino italiano in mostra a Capitol Hill, USA

Vinitaly: il vino italiano in mostra a Capitol Hill, USA

By Redazione

Gli obiettivi sono tanti. In primis, presentare il vino italiano negli USA e mettere sul tavolo i rapporti tra Italia e Nuovo Mondo. Inoltre, consentire alle migliori aziende nostrane di
fortificare le proprie radici nel mercato a stelle e strisce.

Comunque sia, l’evento è da fissare nella storia: una selezione di aziende italiane, guidate da Veronafiere, come organizzatore di Vinitaly, sono
arrivate a Capitol Hill, Washington, sede del Congresso americano.

La squadra azzurra mostrava nomi come Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, Cristina Mariani-May della Cantina Castello Banfi, Marilisa Allegrini della Cantina Allegrini,
Daniela Mastroberardino della Cantina Terredora, Matteo Lunelli, delle Cantine Ferrari, Luca Paschina della Casa Vinicola Zonin/Barboursville Vineyards e Odila Galer-Noel in rappresentanza del
GIV, Gruppo Italiano Vini. A fare da padrone di casa, Mike Thompson, presidente e fondatore del Wine Caucus, secondo cui “Il mondo legato al vino sia un settore molto importante per le economie
delle due nazioni”.

E le statistiche non mentono. I dati parlano di un industria vinicola americana capace di fatturare 162 miliardi di dollari all’anno e di dare lavoro a 1 milione di persone. Ma gli USA sono
terra di conquista, specie per le etichette italiane: il loro mercato la terza sede d’export per il vino nazionale, dopo Germania ed Inghilterra. Nel 2011, sono salpati per gli States 2,5
milioni di ettolitri di vino made in Italy (+13% sul 2010), per un controvalore di 1 miliardo e 248 milioni di dollari.

Per uno dei presenti al meeting, l’ambasciatore italiano Claudio Bisognero, questo testimonia un doppio successo: la qualità del vino italiano e la capacità dei suoi difensori (
Ministero delle Politiche Agricole, la Guardia di Finanza) di avere valide relazioni con i colleghi USA preposti alla difesa del consumatore.

Da parte sua Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, ribadisce il concetto: l’Italia deve mantenere il controllo sul mercato USA, perchè è vitale. Infatti, “il
mercato americano va costantemente presidiato e sensibilizzato per mantenere e migliorare le performance raggiunte. Per questo Veronafiere attraverso i propri marchi forti, quali Vinitaly e
Vinitaly World Tour è presente da molti anni sulle maggiori piazze mondiali”.

Matteo Clerici

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