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Pietro Ninivaggi, imprenditore di Altamura: voglio pagare la mia quota di debito pubblico

Pietro Ninivaggi, imprenditore di Altamura: voglio pagare la mia quota di debito pubblico

By Giuseppe

Pietro Ninivaggi: voglio pagare la mia quota di debito pubblico

L’ imprenditore pugliese pronto a pagare la sua quota, e quella  dei suoi famigliari, di debito pubblico italiano – Quota pro-capite € 46.900,00 x 6 soggetti € 281.400,00

 

Dati Banca d’Italia anno 2022: il debito Pubblico dell’Italia (abitanti  58.983.122 ) ammonta a  2.766,4 miliardi di Euro;  la ricchezza  reale delle famiglie italiane  risulta superiore a 10.010,00 miliardi di euro.
L’italia non è povera ma lo sono tanti, troppi…

 

 

Altamura, 24 gennaio 2023

 

 

 

Testo di Giovanni Mercadante

                                     

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                                   L’imprenditore Pietro Ninivaggi

Non è da tutti proporsi al pagamento della propria quota di debito pubblico italiano. Come la prenderanno i nostri benpensanti istituzionali? Interrogativi a cui  l’opinione pubblica è chiamata ad esprimere un proprio pensiero. Intanto la sfida è lanciata.

L’intervista che segue  fa riflettere.

Un noto imprenditore pugliese,  pronto a pagare la sua quota e quella  dei suoi famigliari, del Debito pubblico italiano , per consentire allo Stato italiano di affrancarsi dal primato di essere lo Stato più indebitato d’Europa, dopo la Grecia.

Non è una “fake news”,  né provocatoria, ma senza dubbio di sana moralità.

La proposta, protocollata con nota di accompagnamento e analisi del debito pubblico, è stata indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; al Presidente del Senato  Ignazio La Russa; al Presidente della Camera dei Deputati Carlo Fontana; al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, per il tramite del Prefetto di Bari.

Un caso che accenderà i riflettori nell’opinione pubblica italiana e pronta a far discutere i più autorevoli analisti nazionali.

L’imprenditore è Pietro Ninivaggi, non nuovo ad iniziative di mecenatismo verso il sociale; l’ultima in ordine di tempo un intervento economico di € 100.000,00 donate nel 2020 al Comune di Altamura,  e € 50 000.00 ad altri Comuni nel Materano, durante la Pandemia del Covid 19  per sostenere le famiglie bisognose.

Insomma, un   imprenditore a tutto tondo il quale ha dichiarato che   opera dal lontano 1962, tuttora in attività,  sempre con il pallino di attivare imprese nel sociale; nel campo della produzione,  trasformazione e vendita delle produzioni agricole; nel campo agroforestale e ambientale;  e dal  2010  anche nella produzione di energie rinnovabili da fonte solare.

Il debito pubblico che lievita tutti i giorni; statistiche, conti del  Ministero dell’Economia e dei vari governi finora alternatisi, stanno mettendo a dura prova anche il Governo Meloni  insediatosi ad ottobre 2022. 

Afferma Pietro Ninivaggi che  “non esiste debito buono e/o  debito cattivo”; il debito è buono unicamente  se produce sviluppo e viene ratealmente onorato;  diversamente è solo debito cattivo.      

Il debito pubblico  – aggiunge Pietro Ninivaggi – nell’ anno 2022 (dato Banca d’Italia)  ammontava a €  2.766,4 miliardi;   il rapporto, debito pubblico diviso per abitanti italiani  58.983.122 è uno dei più  alti al mondo  circa        € 46.900 pro-capite ,  neonati inclusi.

Di questo massiccio debito pubblico prima  o poi  se ne dovrà parlare e soprattutto prendere coscienza e decidere come risolverlo. La nuda e  cruda realtà, non è la crisi pandemica o crisi energetica, bensì  è  quella morale.
E qui c’è il suo affondo.

Che non sfugga a nessuno –  continua ancora  Pietro Ninivaggi – che a fronte del debito Pubblico cioè di tutti gli italiani,  la  ricchezza  reale delle famiglie italiane  (dato Banca d’Italia anno 2022)   risulta aver superato il valore
€ 10.010,00 miliardi. 

Il rapporto ricchezza per famiglia  (circa 24,5 milioni di famiglie composte da 2,5 persone) è pari a € 400.400,00,  circa otto volte il valore del debito;  il rapporto ricchezza/abitante dei 58.983.112 scende  a circa  €  170.000,00, circa tre volte il debito.

Di inverso,  tutti i  capi popolo e rappresentanti del popolo nel Parlamento Italiano e fuori,  continuano a dichiarare per proprio tornaconto elettorale  l’aumento della povertà degli italiani, dimenticandosi che in qualità di amministratori della cosa pubblica, hanno l’obbligo e la responsabilità di non gravare la spesa pubblica di ulteriore debito.

Lamentarsi rende;  difatti viene  più facile  parlare dell’aumento dei soggetti  meno ambienti, di stipendi modesti e tanto altro, pretendendo che lo Stato  deve farsi carico di tutto e di tutti;  dimenticandosi inoltre  che lo Stato, sottoposto alle tante pressioni,   continua a fare Debito Pubblico. I dati contabili da fonte Banca D’Italia lo testimoniano. 

Debito pubblico  del quale i tanti “ipocriti furbetti “  preferiscono non parlare , dando la sensazione di un fastidioso peso altrui da spostare nel futuro, in modo che altri dovranno pensarci.  Dimenticandosi che nell’immediato il debito pubblico blocca ogni ipotesi di sviluppo del bel paese e  determina  il pagamento di circa 78 miliardi annui di interessi   passivi che  accrescono il debito pubblico.

Ebbene, di fronte ai tanti interrogativi, Pietroi Ninivaggi  che la pensa diversamente,  sfoltisce il ragionamento con una semplice proposta: chi è in grado di pagare la propria quota di debito, lo faccia. 

La sua idea nasce da una profonda valutazione, dalla cui analisi è scaturita una relazione degna di attenzione. Non si può dargli torto, vista la sua lungimiranza; argomento che ha già abbondantemente affrontato con una pubblicazione fatta nel 2013.

E’ necessario – prosegue Ninivaggi – che ogni Italiano venga responsabilizzato  della difficoltà in cui versa lo Stato italiano, richiedendo che  ognuno faccia la propria parte.

Probabilmente non tutti lo potranno fare, in tanti non vorranno farlo, ma quantomeno chi  responsabilmente  ritiene di doverlo fare,  deve essere messo in grado di poterlo fare .

In breve, – ha chiosato Pietro Ninivaggi –  formalizzo la mia “manifestazione di interesse al pagamento pro-quota del debito pubblico “ che grava sui componenti  della mia famiglia, rappresentata dal sottoscritto, dal proprio coniuge e da quattro figli.  

Quota pro-capite € 46.900,00 x 6 soggetti € 281.400,00  (dicasi: euroduecentottantamilaquattrocento).

L’importo innanzi indicato pari ad € 281.400,00 viene messo a disposizione in un C/C transitorio, acceso presso la filiale  di Altamura (Bari) della Banca Popolare di Bari  in attesa che le  Autorità,  a cui la proposta  è stata inviata per il tramite del  Prefetto di Bari, possano attivare le procedure amministrative per  registrare in entrata le somme poste a disposizione dal sottoscritto e dai tanti che ne vorranno seguirne l’esempio, onde utilizzarle per l’abbattimento e/o quantomeno diminuzione  del Debito Pubblico  e cercare di rimettere lo Stato Italiano, in posizione di vantaggio finanziario;  attualmente il Debito Pubblico Italiano è al II posto in Europa.

                                                              

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Giovanni Mercadante

Giovanni Mercadante

Giornalista freelance, studioso di storia e araldica, interprete traduttore di tre lingue, esperto di ricerche di mercato e know-how tecnologico.

Corrispondente da Altamura per Newsfood.com
Altamura, capitale dell’Alta Murgia Barese

 

 

 

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Contatti: Redazione Newsfood.com

 

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