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ETICHETTA VINO IN IRLANDA OTTIENE ANCHE IL SOSTEGNO DELLA MATRIGNA UE CONTRO ITALIA

ETICHETTA VINO IN IRLANDA OTTIENE ANCHE IL SOSTEGNO DELLA MATRIGNA UE CONTRO ITALIA

By Giuseppe

Dopo il “semaforo” come il nutriscore ora l’attacco al vino. Il vino come il tabacco. Secondo l’Irlanda e la Commissione UE, il vino è più pericoloso degli alcolici e degli intrugli bruciabudella.

Il vino paragonato alla sigaretta? Lo zucchero fermentato assimilato alla nicotina e alla carta affumicata? E’ solo una sleale mossa commerciale, oppure c’è dietro un fine più sottile. L’Europa con chi sta?

 

 

Nota del direttore
Se è vero che un bicchiere di vino è così nocivo… arriveremo a mettere sotto accusa, e dovremo rimetterlo in croce, anche Gesù Cristo per istigazione al bere di sostanze “cancerogene”. E anche gli officianti durante la Santa Comunione, poiché da oltre duemila anni -per noi Cattolici- il vino rappresenta il sangue di Cristo. 
Giuseppe Danielli

 

Newsfood.com, 16 gennaio  2023

ETICHETTA VINO IN IRLANDA – SOSTEGNO DELLA MATRIGNA UE CONTRO ITALIA

Testo di Giampietro Comolli

Dopo il “semaforo” come nutriscore ecco una altra sparata qualunquista, camuffata, palliativo, insensata, dannosa anche per chi si intenderebbe tutelare sulle etichette delle bottiglie di tutti gli alcolici, dai 4 gradi volumetrici in su: “nuoce gravemente alla salute”.

Il vino paragonato alla sigaretta? Lo zucchero fermentato assimilato alla nicotina e alla carta affumicata?
Dopo 30 anni di battaglia contro il fumo con le scritte sui pacchetti di sigarette, gli ultimi dati statistici delle università più qualificate al mondo parlano di un limitatissimo successo dovuto alla scritta obbligatoria, pari al 3% effettivo fra tutti coloro che in tre decenni hanno smesso di fumare. Ben il 39% ha dichiarato di aver smesso per “ragionamento, volontà e imposizione personale”… che diventa circa il 60% di tutte le rinunce se si considera l’importanza “emulativa e di gruppo… copiare l’amico”.

Evidentemente il proibizionismo imposto per legge e con “scritte obbligatorie” non ha portato a nessun risultato. Io stesso ex-fumatore di 30 sigarette al giorno, ho smesso da un giorno all’altro, senza nessun aiuto per scelta personale, oramai quasi 15 anni fa.  Gli stessi dati OMS (molti ancora frutto di indagini degli anni 2010-2014)  indicano, nei 46 paesi del Consiglio d’Europa, che birra e liquori-spirits-superalcolici  sono più consumati come volumi del vino e che in Russia si superano i 15 litri pro-capite di alcol puro per persona adulta all’anno, in Irlanda e Francia oltre 12 litri, in Austria 10 litri, in Svezia, Norvegia, Finlandia, Lettonia, Estonia oltre 9 litri, mentre in Italia solo 6 litri di alcol puro. La metà dell’Irlanda.

Ricordo che in Italia in 50 anni siamo passati da un consumo di 110 litri di vino pro-capite anno agli attuali 33 litri con anche una diminuzione di consumi di superalcolici. Mentre in Italia nello stesso periodo abbiamo registrato (soprattutto nelle generazioni giovanili dai 16 ai 25 anni) un aumento di consumi di birra (triplicata), di semianalcolici-coktails colorati (raddoppio).

L’Italia poi è il terzultimo paese sui 28 europei considerati (cioè si trova al 25° posto) nella classifica dei paesi che “sballano” saltuariamente occasionalmente di brutto almeno 1 volta alla settimana

(NB: il famoso venerdì sera al pub anglosassone-prussiano) mentre è al primo posto insieme a Francia e Portogallo per un consumo regolare e limitato, quotidiano e controllato. Quasi 2 italiani ( esattamente 1,8) su 10 consuma in media un bicchiere di vino al giorno in tutto l’anno. I paesi europei più portati e abituati allo sballo “alcolico” settimanale (ovvero, quello in cui almeno 5 adulti su 10 e soprattutto nel periodo invernale) sono Paesi Bassi, Belgio, Irlanda,  Lussemburgo, Danimarca, Romania, Germania ai primi posti. E non si tratta prevalentemente di un consumo di vino, ma di pinte di birra (un litro per volta) e di superalcolici (fra 30 e 70 gradi volumici) compreso mix diversificati che non abbassano la quantità.  E’ evidente a tutti che un calice di vino (100 cc) vuol dire ingerire 11-13% (all’incirca) di alcol, ovvero da 3 a 6 volte in meno rispetto agli alcolici e superalcolici,  che incidono in modo evidente nel calcolo delle calorie e zuccheri ingeriti che causano sovrappeso.

Se ne deduce che il “consumo di alcol” non è un atto identico e assoluto dal Mediterraneo all’Artico e che le motivazioni sono diverse per tipologia, cultura, tradizioni e … alimentazione. Cibo e vino nel bacino del Mediterraneo è un abbinamento millenario con binomi e tempistica oramai entrati nella cultura e tradizione, quindi fuori da certe tipologie e quantità da sballo di alcol, composti da automatici  “momenti del consumo e frequenza”,  due parametri fondamentali per regolare e controllare l’assunzione.

In Europa, l’Italia è il paese, su 48 in totale, ultimo nella graduatoria del consumo episodico occasionale eccessivo, cioè il numero di sbronze fra adulti è il più basso di tutti gli europei  al punto che si verifica uno o due volte l’anno per 1 italiano su 100, con  il superamento della soglia di 60 grammi di etanolo in una volta sola. Soglia superata spesso con il consumo concentrato in una unica sera settimanale!

Questo per dire che il controllo misurato di consumo, seppur con maggiori volumi ma distribuiti nel tempo e dosaggi ridotti, è più importante che gli slogan o le leggi proibizionistiche sulla carta, soprattutto se il consumo misurato di alcol deriva da birra e vino (a più basso impatto) piuttosto che superalcolici o alcolici di invenzione consumati lontano dai pasti, prima o dopo, a stomaco vuoto e a notte inoltrata. Per non scordaci anche degli “effetti collaterali” che un problema di abuso occasionale eccessivo di alcol può avere sulla salute in generale, sulla vita propria e di altri, sul lavoro e sulla strada, nella considerazione mentale di se stessi. Costi di cure e terapie  che gravitano sull’intera società distogliendo l’impegno da altre problematiche gravi.

Due cose finali: è vero che ci sono paesi, anche in Europa, dove lo slogan e il diktat legale hanno un effetto maggiore che in altri paesi e quindi una “diversità” della norma o direttiva o regolamento comunitario si manifesta come corretta interpretazione e valutazione di una volontà e modello di sistema e individuale che può tenere sotto controllo il grave problema dell’abuso. Questo  diversificare interventi e misure, consentirebbe  uno scambio di culture più profondo per un miglioramento e condivisione reciproca all’interno della Unione.

Oltre ovviamente alle questioni economiche, di business, di spese sociali e civili, di abitudini da sradicare. Per cui un problema di “abuso di alcol” da non confondere con un moderato equilibrato consumo di bevande alcoliche a basso contenuto, va in ogni caso frenato e ricondotto entro limiti accettabili… con il tempo… la formazione… la istruzione… l’esempio degli adulti verso i più giovani… la alimentazione… anche in Italia quando succede.

L’Europa, se veramente federazione o unione di stati diversi, deve saper cogliere i vari problemi esistenti (da un paese all’altro) alla radice, in modo da fare interventi strategici e strutturali (e non dichiarali solo) e di conseguenza dettare una stessa norma a tutti i paesi con una visione d’insieme e di lungo periodo. E’ vero che, oggi, l’Irlanda, dopo la Brexit, ha un valore-paese  diverso e molto più economico e politico di prima, ma questo non deve accadere in una Unione Europea che vuole viaggiare unita non solo in termini monetari e monetaristici dei tassi di interesse.

Stessa cosa vale nei rapporti e nelle questioni europee generali che toccano temi più alti come i Balcani o il gas o l’assistenza all’ Ucraina   … per cui certi interessi di Un paese diventano determinanti nel frenare o nell’anticipare soluzioni collettive e comuni troppo di comodo e utili a Quel paese… alla faccia dell’ UE stessa.

Vedi podcast su radio rai uno – mio intervento sulle etichette del vino che nuoce

 

Giampietro Comolli

Redazione Newsfood.com
© Riproduzione Riservata

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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