Piano sviluppo rurale piemontese
5 Novembre 2007
Il Piano di sviluppo rurale che si spera di vedere approvato dalla Commissione Ue entro il prossimo 21 novembre, sarà comunque molto “spolpato” rispetto al progetto iniziale, e
ciò comporterà non poche difficoltà di gestione.
Oggi in Commissione Agricoltura a palazzo Lascaris, la Giunta ha riferito sugli ultimi sviluppi dell’iter del Psr, i cui tempi di approvazione preoccupano le organizzazioni agricole.
“Finalmente – commenta a margine della riunione Ugo Cavallera, consigliere regionale di Forza Italia – la Giunta il 29 ottobre ha approvato un testo definitivo da sottoporre al Comitato
Sviluppo Rurale della Commissione Europea. Non è ancora certo che non perverranno ulteriori osservazioni, dal momento che oltre alla direzione Agricoltura di Bruxelles, se ne dovranno
occupare anche la direzione Ambiente e quella della Concorrenza. La Giunta Bresso ha deciso di accogliere sostanzialmente tutte le osservazioni avanzate dagli uffici Ue pur di ottenere il varo
del documento, ma ciò avrà gravi ripercussioni sulle misure da gestire. E’ emerso chiaramente che le Regioni sono state lasciate in balia della Commissione, senza un ruolo
efficace e incisivo del nostro governo e del ministro dell’Agricoltura, che in questi tempi sembra più impegnato a difendere l’industria di trasformazione alimentare piuttosto che le
produzioni agricole di base”.
L’esponente azzurro segnala i rischi che possono derivare dal diverso orientamento comunitario sulle misure agroambientali, per le quali è stata alzata la soglia dei comportamenti
agronomici ritenuti obbligati e quindi non assoggettabili a contributo.
“Ciò ridurrà – spiega Cavallera – la contribuzione per ettaro, in una Regione nella quale si tendeva a generalizzare anche nelle produzioni di massa le caratteristiche qualitative
dei prodotti, riducendo l’utilizzo di sostanze chimiche, e privilegiando invece pratiche ambientalmente corrette. Un’altra questione riguarda il problema dei pagamenti, perché l’Unione
Europea non verserà più alle Regioni i fondi necessari alle relative scadenze. Bruxelles pagherà solo un acconto del 3,5 % dell’ammontare del Psr, e successivamente
verserà quanto richiesto dalle Regioni entro 45 giorni dai pagamenti effettuati ai beneficiari. Si attende che il Ministero attivi un volano finanziario per consentire alle Regioni di
pagare puntualmente le singole misure”.
Anche la lotta alla flavescenza dorata della vite, aggiunge Cavallera, “è una misura che andrà drasticamente modificata, a seguito delle richieste della Commissione Ue, riducendo
le possibilità di intervento attualmente previste. Spero che ciò non comporti un abbassare la guardia rispetto a questo grave problema. Inoltre, a causa dei ritardi nel varo del
Piano, la misura per i giovani imprenditori agricoli risulta preclusa a coloro che in questi mesi hanno superato l’età limite dei 40 anni. Si pensa ora a un’apertura anticipata del bando
che auspico avvenga al più presto”.
Infine, la Commissione Ue ha escluso, salvo poche eccezioni, il finanziamento relativo all’acquisto di macchine agricole, per cui Cavallera chiede alla Giunta di prevedere una misura ordinaria
in conto interesse, finanziata con fondi propri, per sopperire a questa necessità, così come si è fatto per le imprese degli altri settori.





