Pesca: niente messa in sicurezza delle imbarcazioni

I Segretari generali della Fai-Cisl, della Flai-Cgil e della Uila-Uil hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per metterlo al corrente della drammatica
situazione dei lavoratori della pesca dopo che le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno prorogato il termine massimo per la messa in sicurezza delle imbarcazioni da
pesca.

Si legge, infatti, in un emendamento al disegno di legge contenuto nel «milleproroghe» che solo a partire dal 1 gennaio 2009 le imbarcazioni da pesca dovranno dotarsi
obbligatoriamente degli apparati radioelettrici necessari per avviare la trasmissione dell’allarme di soccorso. Il personale imbarcato verrà, pertanto, privato degli strumenti utili a
prevenire e intervenire in caso di gravi incidenti sul lavoro.

«Questa decisione ha dell’incredibile» – ha dichiarato in merito il Segretario generale della Flai-Cgil Franco Chiriaco – «perché in tempi in cui si è finalmente
deciso di dichiarare guerra alle morti sul lavoro qualcuno pensa che sia un bene privare i lavoratori dei primari strumenti che garantiscano la propria sicurezza».

«Ancora più incredibili» – ha poi continuato Chiriaco – «sono le dichiarazioni dei responsabili delle organizzazioni della pesca che hanno accolto la decisione come un
grande risultato per il settore e che hanno invitato le autorità preposte al controllo della sicurezza sulle imbarcazioni a tenere nella giusta considerazione gli esiti dell’iter
parlamentare».

«E’ di fronte a queste assurdità» – ha concluso il Segretario generale della Flai-Cgil – «che abbiamo ritenuto necessario intervenire presso il Presidente della
Repubblica che sappiamo essere impegnato in prima persona per mettere la parola fine alle morti e agli incidenti sul lavoro».

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