Per Equitalia ancora una condanna del Tar del Lazio

Per Equitalia ancora una condanna del Tar del Lazio

Oggetto: articolo su condanna equitalia
Data: 20 maggio 2013 16:53:08 CEST

 
Ancora una condanna per Equitalia:
Un contribuente voleva conoscere la sua posizione debitoria attraverso documenti sottesi a dimostrare l’eventuale iscrizione di ipoteca sui propri immobili.
A seguito di diverse richieste ed istanze, il silenzio-rifiuto di Equitalia gli impediva tuttavia di accedere agli atti ed egli impossibilita…to ad esercitare il diritto di difesa.
Per tale ragione si è rivolto al Tar del Lazio che con la sentenza n. 2660 del 13 marzo 2013, qui in commento, ha dichiarato l’illegittimità del silenzio-rifiuto
serbato da Equitalia a fronte della richiesta di accesso agli atti relativi alla cartella esattoriale del contribuente nonché ai nomi dei responsabili dei relativi procedimenti.

I giudici amministrativi innanzitutto hanno rilevato che l’accesso ai documenti è un diritto soggettivo di cui il giudice amministrativo conosce in giurisdizione esclusiva e il cui
giudizio ha per oggetto la verifica della spettanza del diritto in questione piuttosto che la verifica della sussistenza dei vizi di legittimità dell’atto amministrativo. «Tanto
che», dice la sentenza, «il giudice può direttamente ordinare l’esibizione dei documenti richiesti, sostituendosi all’amministrazione».

Osserva in particolare il Tar che “il diritto d’accesso è conformato dalla legge per offrire al titolare, più che utilità finali (caratteristica, questa, ormai riconoscibile
non solo ai diritti soggettivi, ma anche agli interessi legittimi), poteri autonomi di natura procedimentale volti ad implementare la tutela d’un interesse (o bisogno) giuridicamente
rilevante”.

Per i giudici la richiesta del contribuente non contrasta con gli orientamenti del diritto amministrativo nel senso che la «giurisprudenza amministrativa in materia (cfr. Cons. Stato, Sez.
III, 7.8.12, n. 4530), ha da tempo chiarito che, ai sensi dell’art. 22 l. n. 241/90 “il soggetto che detiene la documentazione oggetto di istanza di ostensione non deve delibare la fondatezza
della pretesa sostanziale per la quale occorrano tali atti o sindacare sulla utilità effettiva di questi”, ma la sua valutazione deve limitarsi alla sussistenza d’un
interesse concreto, attuale e differenziato all’accesso ai documenti e, in definitiva, “si sostanzia solo nel giudizio estrinseco sull’esistenza di un legittimo bisogno differenziato di
conoscenza in capo a chi richiede i documenti.
L’agente della riscossione deve dunque sempre garantire ai cittadini trasparenza a 360°, fornendo a coloro che ne fanno richiesta, i nominativi dei soggetti responsabili del procedimento e
tutti gli atti, anche con estremi ignoti, di cui dispone, inclusi di documenti di prassi amministrativa.

I giudici dunque hanno bocciato la linea di difesa di Equitalia sud in ordine alla carenza di legittimazione attiva del ricorrente. Per il Tar infatti il ricorrente ha sufficientemente chiarito
nell’atto introduttivo di avere necessità della documentazione richiesta non nel giudizio tributario ma in un giudizio in sede penale nei confronti del funzionario responsabile che
invocava la presenza di direttive superiori per procedere.

Cav Franco Antonio Pinardi

Autorizzata pubblicazione su testata giornalistica on line: Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento