Pecorella: «dopo assoluzione Cassazione chi accusò Berlusconi gli chieda scusa»

Roma, 26 Ottobre 2007 – «Chi accusò a suo tempo Silvio Berlusconi sarebbe giusto che ora gli chiedesse scusa» lo ha affermato il deputato azzurro e avvocato
del Presidente, Gaetano Pecorella, commentando la sentenza della Cassazione che ha respinto il ricorso della Procura di Milano contro l’assoluzione dall’accusa di corruzione nel caso Sme.

In una dichiarazione resa all’Adnkronos, Pecorella non ha nascosto l’amarezza per «i 20 anni di sofferenza che hanno segnato la storia politica di questo Paese». «Sì,
dopo 20 anni il presidente Berlusconi alla fine e’ stato riconosciuto estraneo ai fatti di corruzione con la sentenza che ha chiuso definitivamente il processo Sme. Però sono stati 20
anni di sofferenza che hanno segnato la storia politica di questo Paese sulla base di accuse che non avevano fondamento». Certamente, ammette il difensore di Berlusconi,
«un’assoluzione moralmente e’ sempre un risarcimento, ma ora sarebbe giusto che chi lo accusò a suo tempo gli chiedesse scusa».

Cicchitto – «La definitiva conferma dell’assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo SME da parte della Cassazione chiude una vicenda giudiziaria basata su accuse
totalmente infondate su cui per tanti anni e’ stato praticato un uso politico della giustizia contro il leader della CdL, condizionando pesantemente la vita politica italiana». Lo ha
affermato Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore nazionale di Forza Italia.

Bondi – «La Cassazione, assolvendo Berlusconi al termine della lunga e dolorosa vicenda Sme, ha certificato una verità inconfutabile: che c’e’ stato un inaudito
accanimento giudiziario nei confronti del presidente di Forza Italia, da parte di una minoranza politicizzata della magistratura che per per la verità non rappresenta l’intero corpo dei
magistrati italiani, i quali continuano a rispondere alle leggi e alla propria coscienza».

Lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia. «Berlusconi fu trascinato alla sbarra nonostante i fatti dicessero chiaramente che anche in quella occasione aveva
agito solo nell’interesse del Paese. Abbiamo purtroppo assistito a un crescendo kafkiano degno della peggior deriva giustizialista. L’assoluzione di Berlusconi da parte della Corte suprema
rappresenta dunque una condanna senza appello per i suoi accusatori e speriamo chiuda definitivamente una interminabile pagina nera della giustizia al servizio di una parte politica».

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