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L'Udeur chiede il chiarimento nella maggioranza

By Redazione

Roma – “Il senatore Clemente Mastella, in merito alla vicenda nella quale è stato strumentalmente tirato in ballo, dichiara che non pronuncerà mai più il nome di De
Magistris né si occuperà mai più di replicare alle parole che, del tutto al di fuori della riservatezza cui i magistrati sono tenuti, non dovrebbero essere pronunciate da
chi, magistrato, deve rispondere solo alla legge e alla sua coscienza”.

Così recita la nota diffusa dall’Udeur in merito al caso De Magistris e all’indagine che coinvolge il leader del partito e ministro della giustizia, Clemente Mastella.
Mastella, in particolare, ha seccamente smentito le voci che questa mattina parlavano delle sue imminenti dimissioni e, al contrario, ha ribadito che farà emergere “i fatti nella loro
verità, al di fuori di ogni ricostruzione ideologica e di finte verità manipolate” per vedere ripulita la sua rispettabilità: “Chiedo con fermezza – ha dichiarato il
ministro – che l’inchiesta vada avanti, ma velocemente, per non lasciare i cittadini-elettori nel limbo dell’incertezza”. “Ma si dica al senatore Mastella – ha aggiunto il leader dell’Udeur –
presso quale giudice – non essendo egli a conoscenza di alcun fatto e di alcuna ipotesi di reato a lui attribuita – debba recarsi: se a Roma o a Berlino, per difendersi come un normale
cittadino che non pretende e non vuole alcun privilegio”.
L’ufficio politico del partito, inoltre, ha diffuso una nota a tutto tondo, che va dalla necessità di un chiarimento nella maggioranza in seguito alle discussioni tra Mastella e Di
Pietro (che nei giorni scorsi se ne sono dette di tutti i colori) agli attacchi al ministro della giustizia (che è vittima di “aggressioni mediatiche e culturali anticattoliche, venate
di storico rancore laicista”), dal rapporto tra politica e magistratura (reso da Mastella “costruttivo e pacato”) alla speranza che “il senso di responsabilità istituzionale prevalga su
tutto”, pena la crisi di Governo.
L’Ufficio politico dell’Udeur, infatti, ha ribadito che nel Cdm previsto per le 16 di questo pomeriggio ciascuno deve ripristinare “quella coerenza tra giudizi e comportamenti senza la quale
non sarà più possibile mantenere in vita l’attuale coalizione”: “Da settimane una componente della maggioranza parlamentare ritiene sbagliata la politica giudiziaria dell’intero
governo – si legge nella nota – A tali ripetuti giudizi questa componente non fa seguire le conclusioni tipiche di una democrazia moderna e trasparente, e cioè il ritiro della propria
delegazione da un governo di cui non si condivide la politica giudiziaria”.
“Il Guardasigilli – spiega la nota -, che a nome di tutto il Governo è il responsabile politico del settore e nel contempo il tutore di quel necessario clima di serenità
essenziale per la vita quotidiana del pianeta giustizia, ha il dovere di determinare nell’odierno Consiglio dei ministri un chiarimento definitivo sulla linea che il governo ha sin qui seguito
nella politica giudiziaria, chiedendo a ciascuno di ripristinare quella coerenza tra giudizi e comportamenti senza la quale non sarà più possibile mantenere in vita l’attuale
coalizione”.
“Qualora fosse disattesa questa richiesta di chiarimento, che per altro andrebbe doverosamente allargata ad altri aspetti dell’attività di governo – continua la nota – l’ufficio politico
invita il Guardasigilli e la delegazione governativa ad assumere le conseguenti determinazioni e decisioni”.
“L’Ufficio politico rivendica con orgoglio, a merito dell’azione del Ministro della Giustizia, il recupero di un costruttivo e pacato rapporto tra politica e magistratura senza il quale il
Paese rischiava, e rischia, di precipitare su crinali pericolosi”, aggiunge l’Udeur.
“L’Ufficio politico si augura che il senso di responsabilità istituzionale prevalga su tutto, così come giustamente ha osservato il capo dello Stato – conclude la nota – L’Ufficio
politico respinge inoltre con forza il tentativo di costante e pilotata delegittimazione dei Popolari Udeur nell’opinione pubblica che – da quando il Partito ha contrastato il tentativo di
introdurre i Dico ed ha partecipato alla manifestazione del Family Day a difesa dei valori cattolici della famiglia – sono diventati bersaglio sistematico di aggressioni mediatiche e culturali
anticattoliche, venate di storico rancore laicista, conclude il comunicato dell’Udeur”.

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