Udeur: “Sul caso Catanzaro serve un chiarimento nella maggioranza”

Roma – Le polemiche sul Caso Catanzaro non si placano e al centro della scena c’è ancora l’Udeur, che chiede a gran voce un chiarimento all’interno della maggioranza; negli ultimi
giorni, infatti, nessuno è andato per il sottile e tra Mastella e Di Pietro è scoppiata la bagarre, con tanto di offese ed ingiurie: se il leader dell’Udeur ha definito l’ex pm
come uno che “non capisce niente di diritto” e come “un analfabeta della materia”, Di Pietro ha risposto accusando il ministro di giustizia di aver provocato “un corto circuito politico
giudiziario che ha provocato una caduta di credibilità delle istituzioni e che rischia di travolgere l’intero governo”.

E già ieri l’ex membro del pool di Milano aveva richiesto un intervento di Prodi che è “chiamato a una delicata assunzione di responsabilità specie con riferimento
all’opportunità di permettere che in capo allo stesso soggetto possa mantenersi (in quanto ministro di Grazia e Giustizia) nello stesso tempo il ruolo di titolare dell’azione
disciplinare nei confronti dello stesso magistrato che lo ha sottoposto alle indagini [de Magistris].”

Oggi, dunque, il partito del Campanile rilancia, con un minaccia ormai consueta, ma sempre spaventosa per un Governo dai numeri risicati: ” Se siamo indigesti a qualcuno ce ne andiamo, non
c’è problema”, ha annunciato il presidente dei senatori dell’Udeur, Tommaso Barbato.
Barbato ha anche reso noto che se non ci sarà “un chiarimento all’interno della maggioranza”, il partito del campanile potrebbe decidere di non votare il collegato alla Finanziaria: “Se
non ci saranno i primi segnali di chiarimento è inutile – ha reso noto il presidente dei senatori Udeur – posso anche non andare alla riunione di maggioranza”.

“Ci sono troppi pappagalli che parlano: c’é una distonia nella maggioranza, o si fa chiarezza o altrimenti l’Udeur non ci sta – ha concluso – Se facciamo schifo a qualcuno ce ne andiamo
senza problemi”.

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