Parte 5 di 5 – Giampietro Comolli in Francia: Aspettate Rossi, arrivo!

Parte 5 di 5 – Giampietro Comolli in Francia: Aspettate Rossi, arrivo!

Dall’11 settembre al 10 di ottobre, il viaggio di un esperto di vino e di economia dei mercati del vino, nella terra di chi sa fare il vino, lo sa valorizzare e lo sa vendere.

Giampietro Comolli
per Newsfood.com
(in fondo all’articolo, i link per leggere anche le parti precedenti)

ASPETTATE ROSSI, ARRIVO: 
a sera ripresa veloce del viaggio con autoroute verso sud (strada perfetta e pulita, senza incidenti, velocità regolare mantenuta da tutti) verso Mulhouse e Besançon e, dopo 3 ore
abbondanti,  arriva nei pressi di Beaune.  Pernotto e ceno da Christophe Canati all’Hostèllerie  Le Cedre, con uovo cotto a bassa temperatura  coperto di tartufo bianco
e una tartare di Charolais condita solo con verdure fresche.  

E’ lunedì mattino, un po’ umido, entro in Bourgogne in punta di piedi, da vigna a vigna percorro un itinerario dove il profumo di cassis si trova nella terra e nell’acqua.  Confido
senza ritegno che amo il Pinot Nero  anche quando è ancora uva, grappolo piccolo, lucente, aggraziato.   La Cote d’Or ha 10.000 ettari di vigneto da Chagney a Dijon,
raccolgo grappolini di Pinot Nero da St-Georges a Vougeot, da Musigny a Chambertin, da Nuits a Corgoloin con i cestini in plastica colorati ed, anche,  una uva bianca dai grandi profumi
floreali e di bosco,  l’Aligoté. 

Peccato le forti grandinate estive che hanno devastato entrambi i crinali.
Cena piatto unico, a Levernois , Bistrot au Bord de l’Eau, le migliori 18 lumache di Bourgogne in brodo d’aglio, zenzero, senape e spiedino cotto in brodo,  ottimo abbinamento il Pommard
rosso e il Montrachet bianco, due classici immutabili nel tempo.  Percorso mattutino nelle vigne della Cote de Beaune , da Ladoix a Serrigny, infine visita all’abbazia di Citeaux e, sotto un
ottimo sole, breve tour con il battello sul canale de la Bourgogne alla porte di Dijon. 

Curiosità forte e quindi qualche assaggio in più: il primo a Dijon, in place de Bossuet, sulla strada che porta alla ferrovia, alla grande Dame d’Aquitaine , due portate a base di
pesce, arringhe affumicate e piatto caldo-freddo di formaggio Charolais di capra molle della valle del Saone: trattamento perfetto, costo da amico, con un triplice assaggio di vini € 70 a
testa.  Sosta lungo la strada, veloce fra Pommard e Montrachet, osteria familiare, costo 25 euro a testa, due calici di bianco di Meursault e un “poulet fermier de Bresse” con crema de
Bourgogne fraiche.  Viaggio semi notturno lungo il versante sud  dei monti centrali francesi, qui i profumi sono di bosco, di fresche piante verdi umide mescolato alla presenze di
Limousin e Charollais al pascolo;  supero Clermont Ferrand e pernotto in zona Lussac, porta est del Bordolais.

Mattina presto, leggera nebbia, poi sole caldo, vento freddo dal mare, ma prontissimo per entrare, ultima tappa di un meraviglioso escursus,  nelle vigne dei comuni di Fronsac, Libourne e
Branne, città tipiche costruite attorno alle bastie. Ma soprattutto località note al mondo enoico per le vigne, pettinate e indirizzate , come dicono i francesi del posto, di
Cabernets  e Merlot, a cavallo delle due sponde della Gironda. Il giorno dopo volgo lo sguardo verso altre vigne nette, precise, curatissime  a Saint Laurent , Cissac e Saint Estephe
per vedere le vigne della Gironde bassa. A sera, stanco, pernotto a Saint Médard d’Eyrans, in una casa privata,  fra Graves, Pessac e Leognan, 15 minuti da Bordeaux (€ 55 a
notte), in mezzo alle vigne alte. 

Peccato le diffuse e forti grandinate, anche più d’una , che hanno colpito tutti i lati alti e bassi del Medoc e della Gironda. Al pomeriggio nuova meta particolare al di là della
Garonna,  a Martillac con vista da sud-ovest della città  e, per finire la giornata, una ottima cenetta (€ 65 tutto compreso)  da Gabriel Bistrot, condotto da 
Français Adamski, in piazza della Borsa, solo tipicità schiette e semplici francesi:  omelettes e  crepes.  Il tempo stringe, di corsa in auto, navigatore puntato
sulla autostrada A62 e poi la E80 per Toulose e Montpellier con rientro in Italia. Alla fine, stanco, esattamente 5.550 chilometri di conoscenza, di esperienze.  

Vedi anche:
Giampietro Comolli, Francia e
Italia del Vino: non misuriamoci sui volumi ma per valori geopolitici ed economici

Giampietro Comolli in Francia: 30 giorni “immerso”
nel vino (Parte 1 di 5: Vino Biologico)

Giampietro Comolli in Francia: vendemmia, sidro e Calvados (Parte 2 di
5)

Parte 3 di 5: uve bianche – Giampietro Comolli in Francia

A Parigi e poi la Maginot – Giampietro Comolli in Francia (Parte 4 di
5)

Giampietro Comolli
O.V.S.E.-C.E.V.E.S.
Founder&Chairman                                                           

Italian Bubble Wine Economic Observatory
Osservatorio Studi Economici Vini Effervescenti
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Redazione Newsfood.com

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