Vino, la Francia: “Parte integrante del patrimonio culturale e gastronomico”

Vino, la Francia: “Parte integrante del patrimonio culturale e gastronomico”

Difendere il vino francese, affermando con forza il suo ruolo nella cultura del Paese.

Questa la proposta di legge, avanzata al Parlamento d’Oltralpe e portata avanti da Roland Courteau.

Il senatore, appartenente al partito socialista, ha definito il vino nazionale “Chiaramente parte integrante del patrimonio culturale e gastronomico”. Già oggi, l’alcolico è
“Iscritto dall’Unesco nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità” in quanto parte del pasto nazionale-tipo.

Complimenti anche dagli studiosi, con “Vent’anni di ricerche e lavori scientifici hanno dimostrato che, se consumato con moderazione e regolarmente, il vino porta benefici alla salute”.

Ultimo, ma non meno importante, il fattore economico ed occupazionale: vino ed attività collegate (dalla coltivazione alla vendita) rappresentano “Elemento essenziale” della bilancia
commerciale, capace di dar lavoro a centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Nonostante tutti questi meriti, il vino francese continua ad essere in pericolo, primo bersaglio di “Persone o servizi ufficiali, che generano confusione tra la necessaria lotta contro l’alcool
per la protezione della salute pubblica e i benefici dovuti al consumo moderato di vino”.

Per questo, conclude Courteau, è necessario approvare la legge, in modo da rendere il vino francese più forte e più protetto, capace di affermarsi all’esterno ed essere
difeso da nemici interni.

In Francia, l’iniziativa è stata ben accolta: tuttavia, non mancano i critici, che sottolineano come la viticoltura sia la prima attività economica dell’Aude, il dipartimento
francese in cui Courteau è stato eletto. Perciò, concludono le malelingue, più che una difesa del vino è una difesa del proprio posto di lavoro.

Matteo Clerici

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