Parte 3 di 5: uve bianche – Giampietro Comolli in Francia

Parte 3 di 5: uve bianche – Giampietro Comolli in Francia

By Redazione

Giampietro Comolli
per Newsfood.com
LA VENDEMMIA DELLE UVE BIANCHE D’OLTRALPE
Partenza dopo il 10 di settembre. Sbucato dal Frejus, con a sinistra, ovvero verso sud, il dolce massiccio des Ecrins e a nord l’antica Savoia, da Modane in su, ho seguito la strada che dalla
alta val d’Isère  porta prima verso nord arrivo a Romans sur Isère, antica località latina, la prima di importanza storica per l’arrivo dei Romani oltre le Alpi.

Muso dell’auto a sud con obiettivo, le vigne della Dromois, lungo il Rhone, riva destra. Prima sosta enoica, quella  fra i filari e le antiche uve bianche dell’Ardèche e della Drome,
a nord della regione Vaucluse, fra Viviers e Montélimar e Valence. 
Proseguo, il giorno dopo, oltre l’abitato di Tain, arrivo a Saint-Peray costeggiando il Rodano fino a Die nella zona destra della valle su dolci colline. Un territorio di 27.000 ettari con una
sola strada del vino, 210 milioni di bottiglie, 65% bianchi.

Ho raccolto panieri di uve bianche, maculate anche oro rosso, di  Marsanne e Rousanne, fortunatamente non colpite dalle grandinate di inizio agosto, adatte per quei grandi e storici vini
effervescenti di queste parti, Clairette de Die e Grenache, ma il gusto migliore me l’hanno offerto gli acini di Viogner e Bourboulenc, utilizzati per i vini bianchi tranquilli, freschi in
acciaio, o anche affinati in botti di Allier, evidentemente.

Ho raccolto in casse grandi le uve bianche nelle vigne di Le Pouzin, Cruas e Livron. Alla mattina presto da Montélimar faccio una puntata veloce a Suze-la-Rousse, all’Università del
vino. Pernotto a Valence alla Domaine de Clairefontaine, villa privata, € 66 a notte camera doppia stupenda.

Tappa successiva, le vigne a sud di Lione, poste sulla riva destra, dolci pendii da Tournon fino a Condrieu, ottime posizioni per vigne a bacca rossa anche Tain e St-Vallier sul Rodano, mentre
Tupin e Semons danno il meglio per le bianche di Grenache e Chardonnay.  2.000 ettari sparsi della Aoc Cotes du Rhone, Cote Rotie e il cru di Condrieu e di Roussillion. Una sola strada del
vino unisce il Dromois con il Lyonnese.
Sotto Vienne anche la Roche, Vion e Cyr sono terroirs molto interessanti per le uve rosse. Ottimo un assaggio  all’Espace PH3 in centro a Vienne, €35 per due piatti a cena, tra cui una
tasca di vitello cotto nel latte ripieno di verdure di stagione fresche, con i rossi Domain Dauphins e Domaine Lavigne. 

A Vivarais ho assaggiato un ottimo vino di uvaggio bianco del 2011 Rhone-Alpes a € 3,70 la bottiglia, non a calice. Veloce ripartenza e sosta obbligata in Cote-Rotie a Tournon sur Rhone:
clima temperato con il mistral del nord che entra in valle e alla sera c’è bisogno di un caldo maglione.  Vigne dell’Ardéche alle spalle, ecco Givors e dopo Lione la Saone, da
Villefranche a Beaujeu, proprio nel Beaujolais. Sosta sulla Route de Morgon, ottimo pernotto allo Chateau  de Pizay e mani in (pasta) nelle uve di Gamay, fra Bagnols e Theizé. Cena al
De Clochemerle di Vaux eu Beaujolais  verso Saint Georges de Reneins e assaggio di due formaggi interessanti la Rigotte de Condrieu  (molto simile al nostro Taleggio fresco e asciutto)
e il Picodon braisès e con le mele al forno, crosta naturale bianca, formaggio semimolle di capra al 100% prodotto nella zona dell’Ardèche e nel Delfinato. 

Il Beaujolais, da Anse  e Macon, sono 23.000 ettari, con un confine certo, invalicabile, segnato nel XV° secolo con un editto del Re di Bourgogne Filippo l’Ardito, che segue da
Ardières a Morgon , da Brouilly a Chenas per citare i ” illages” che si incontrano lungo l’unica strada del vino da Lyon a Dijion.  Ripreso il viaggio di corsa, deviazione a Cluny (
incantevoli resti millenari della grande abbazia), supero il canale du Centrè navigabile e con una fila di imbarcazioni private in attesa del turno alla chiusa.

L’auto non tentenna, punta veloce su Autun, Nevers e ecco Pouilly prima e il colle di Sancerre dopo. Qui i profumi di “pipi di gatto” sono veramente lunghi e persistenti, fumè e non,
è sempre un grande vino. Siamo nello Cher, 3500 ettari di vigna, 2500 di Sauvignon, unica strada del vino per 80 km. La vendemmia 2013 parte dalle vigne basse a Satur. -Giampietro Comolli
per Newsfood.com- La piazza di Sancerre è ancor più accogliente della mia visita precedente, se non ancor più commerciale.

Al piccolo bistrot d’angolo, verso la salita alla chiesa, la solita merenda : fetta di pane caldo grosso ( niente baguette) di forno, sopra una fetta sottile di Crottin de Chavignol ( antico
formaggio molle di capra bianco) e un calice di vino freschissimo su piatto di carta riciclabile, il tutto 9 euro!!  Ridotte le enoteche aziendali, aumentate le “boutique” plurimarca
enologiche, ma anche multiprodotto.  Ho acquistato 24 bottiglie miste delle principali cantine di vignerons storici spendendo di media € 4.95 cadauna!!

Cena a Le Coq Hardy a Pouilly sur Loire, € 50 a testa per un piatto unico di piccione arrosto con un ripieno di erbe dell’orto e uovo strapazzato, una buona bottiglia di Grand Pere
Fumè.  Prima dell’alba fari puntati su Auxerre, visita immancabile alla storia di Francia dela basilica di Vezelay,  quindi arrivo a  Chablis, patria dello Chardonnay e del
floreale. Un primo giro di vendemmia, solo pochi grappoli per vigna raccolti, in ceste basse e ampie di vimini, portate ognuna da due uomini. Si fa cernita in base alla maturazione.
Cena a Le Feuillitte (€ 45 con 2 bottiglie di vino) e pernotto a Faubourg Sainte Pierre (€ 140 due notti).

Giampietro Comolli
O.V.S.E.-C.E.V.E.S.
Founder&Chairman                                                           

Italian Bubble Wine Economic Observatory
Osservatorio Studi Economici Vini Effervescenti
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