Parco nazionale del Delta del Po
11 Gennaio 2008
Rovigo – «Il Veneto è assolutissimamente contrario alla istituzione di un Parco nazionale del Delta del Po: lavoriamo semmai per l’interregionalità, rispetto ad aree
già tutelate da parchi regionali». Sembrerebbe fuori tempo la «strana» affermazione fatta stamani dall’assessore alle politiche del territorio del Veneto Renzo
Marangon, che invece è serissimo mentre spiega alla stampa i contenuti della riunione convocata ieri a Roma dal Ministero dell’ambiente. «Gli assessori dell’Emilia Romagna e del
Veneto sono stati chiamati nella capitale con una lettera invito che ha per oggetto «Istituzione del parco Nazionale del delta del Po». «A parte lo sbalordimento iniziale, la
considero una provocazione – ha affermato Marangon – non ci sono né le condizioni generali né normative per una ipotesi di questo genere, che l’entourage del Ministro
dell’Ambiente Pecoraro Scanio ha ripescato proprio in un momento nel quale l’attenzione del mondo è rivolta a ben altri problemi di carattere ambientale che travagliano l’Italia».
Se fossi il Ministro – ha aggiunto l’assessore – mi sarei insediato alla Prefettura di Napoli da dove me ne andrei solo alla fine dell’emergenza rifiuti; invece si dedica ad arzigogoli
apparentemente inutili».
L’invito ricordava come la Legge nazionale sui Parchi, la 394 del 1991, prevedesse l’istituzione del Parco Interregionale del Delta del Po e che, in mancanza del perfezionamento
dell’interregionalità, si possa istituire un parco nazionale in tale area. «Sono sicuro che dietro questa iniziativa ci sia una chiara forzatura da parte del Ministero e del
Ministro – ha ribadito Marangon – rispetto a zone già vincolate e protette con normative regionali. In ogni caso l’interregionalità è affare delle due Regioni, e a breve
avvieremo una serie di incontri già decisi per dare una risposta in questa direzione, mentre come Veneto non daremo mai l’intesa per un parco nazionale». «Più che un
invito, la lettera del Ministero ha i toni del proclama politico, per rispondere probabilmente ad esigenze interne di forze e partiti nei quali Pecoraro Scanio si riconosce – ha aggiunto
Marangon – ma ritengo che dietro questa intenzione ci sia non tanto la volontà di fare un parco che di fatto esiste già, quanto piuttosto di bloccare iniziative infrastrutturali,
quali Centrale e terminal gasiero, sui quali c’è un amplissima convergenza politica, ma che verrebbero bloccate da un Parco nazionale».
«Se invece il problema è davvero l’interregionalità – ha chiosato Marangon – la questione di fatto non esiste: studieremo come formalizzarla e se il Ministero vuole essere
coinvolto non abbiamo difficoltà».




