Regimazione del Po: mozione del consigliere Rusca

Cremona – Invio di un documento informativo circa le criticità di cui soffre il Po, in particolare il tratto medio padano, al Presidente della Repubblica; invito al
Presidente del Consiglio, ai Ministri interessati e agli esponenti del governo regionale a una visita sul fiume e a un tavolo tecnico; incontro con la compagnia energetica che si è detta
disponibile a realizzare, a sua cura, gli sbarramenti per la regimazione del tratto fluviale e la produzione di energia idroelettrica.

Le ambiziose richieste sono contenute in una mozione presentata dal consigliere provinciale del Gruppo della Libertà Carlo Rusca.
La lunga premessa che porta al dispositivo ripercorre i temi noti, dal contesto padano, centrale per lo sviluppo socio economico dell’intero paese alle numerose criticità che mettono a
dura prova il sistema stesso: la risalita del cuneo salino nel delta, l’andamento carsico dell’alveo, la scarsità di risorse idriche degli affluenti, la forte antropizzazione in assenza
di politiche ambientali, l’abbassamento progressivo dell’alveo e le ricorrenti siccità che mettono in pericolo anche l’agricoltura.

La mozione sostiene che vi è una sola via d’uscita: la regimazione del Po nel tratto medio padano, in particolare fra Cremona e foce Mincio, con utilizzo plurimo delle acque. Studi di
fattibilità e progetti esistono. Si tratta di interventi attraverso i quali «si rinaturalizzerebbe il territorio, riportandolo alle condizioni di 50 anni fa, con zone umide, lanche
eccetera, indispensabili per flora, fauna, falde acquifere. Inoltre ciò permetterebbe di produrre energia pulita».
C’è anche un esempio dei vantaggi che un tale intervento porterebbe: a monte della centrale di Isola Serafini, sostiene Rusca, «entrata in funzione 45 anni fa, si è
ricomposto l’equilibrio naturale flora-fauna».
Non possiamo permetterci di perdere altro tempo, afferma la mozione, anche per non rischiare di perdere i cospicui finanziamenti disponibili, come i circa 100 milioni della Regione Lombardia.
Da qui la richiesta di invitare i «principali attori» a visitare l’impianto di Isola Serafini, «affinché si rendano conto della differenza tra il Po a monte e quello a
valle dello sbarramento».

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