Boni: «dal PTR scelte future in linea con ambiente»

«Il Piano Territoriale Regionale – PTR, ormai di prossima approvazione, punta a una visione nuova per lo sviluppo del nostro territorio, ponendo in primo piano la dimensione ambientale
quale elemento essenziale nella definizione delle politiche di pianificazione.

Il Piano regionale si pone, pertanto, l’obiettivo di rafforzare la competitività dei territori della Lombardia, di proteggere e valorizzare le risorse presenti, tutelando e
riequilibrando il territorio lombardo».
Lo ha detto oggi l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, intervenendo in apertura all’VIII° corso di formazione di esperti in materia di tutela
paesistico-ambientale, organizzato dalla Fondazione Ordine Ingegneri della Provincia di Milano.

«In questo modo – ha rilevato Boni – vengono definiti gli elementi essenziali di riferimento nelle scelte legate alla trasformazione del territorio, dando comunque un rilievo importante
alla tutela del paesaggio, o meglio dei «paesaggi» lombardi, attraverso l’aggiornamento del vecchio piano paesistico regionale».
«La qualificazione ambientale dei piani – ha aggiunto l’assessore – potrà trovare, poi, importanti elementi di indirizzo in due ulteriori atti, che la Giunta regionale ha
recentemente approvato: la disciplina di applicazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e il contributo delle Aziende sanitarie locali (Asl) e dell’Agenzia regionale per l’ambiente
(Arpa) per la predisposizione dei Pgt, i piani di governo del territorio. In particolare la VAS deve essere vista dagli enti locali come l’occasione e l’opportunità per approfondire ed
esprimere nelle scelte di utilizzo del territorio alcuni aspetti essenziali di tutela dell’ambiente, della natura e del paesaggio locale, accertando le condizioni di sostenibilità futura
delle scelte da assumere».
«In Lombardia abbiamo paesaggi che tutto il mondo conosce e ci invidia. Dobbiamo tutelarli con attenzione, impegno e capacità di valorizzazione effettiva – ha concluso Boni –
operando con intelligenza e lungimiranza. Naturalmente, anche in questo caso la condivisione delle scelte sul territorio deve essere la più ampia possibile, considerando l’aspetto
ambientale insieme anche ad altri elementi legati, per esempio, al bisogno di nuove infrastrutture».

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