Pane, boom del grano di Alessandria
15 Luglio 2014
Un pane del territorio per il territorio.
A Novi Ligure e dintorni, è sempre più diffuso il pane realizzato con farina a base di “Grano di Alessandria”. Tutto nasce da una sperimentazione: iniziata circa un anno fa da alcuni mulini, la prova ha così generato un pane autoctono, ispirato (aspetto e sapore) a quello casareccio.
Secondo Italo Rava, presidente onorario dei panificatori dell’alessandrino e decano dei panettieri novesi, il vantaggio del nuovo pane sta “Nella continua ricerca della qualità, più che da ottenere una qualità di pane a prezzo contenuto”. Anche se “La differenza di costo può essere di soli 20 centesimi al chilo rispetto al prodotto tradizionale e pertanto non direi che questo possa influire sulle scelte. Il nostro settore risente fortemente della crisi generale. Diminuisce la clientela, o meglio, si vuole spendere poco”.
Infatti, il grano di Alessandria non cancella i problemi: costi di manodopera, materia prima, tasse ed affitti. Senza dimenticare la differenza tra il panificio e le rivendite di pane, specializzate nella vendita di “pane conservato” o “ a “lunga conservazione”. Detto altrimenti, si sta parlando “Di quegli autotreni che arrivano ogni giorno con pane congelato prodotto nelle nazioni dell’Est europeo o in chissà quale luogo. Chi si fregerà della dicitura “Pane fresco”, saremo noi che da decenni ci mettiamo la faccia, lavorando di notte per proporre pane prodotto e venduto entro le 24 ore. Altro che pane congelato tutti i giorni”.
La risposta passa allora per il grano di Alessandria, capace di farsi apprezzare da 16 panifici locali.
Per testimoniare la loro scelta questi hanno applicato all’ingresso una vetrofania, presentata durante l’ultima edizione di “Dolci Terre di Novi” e simbolo dell’eccellenza del prodotto.
Matteo Clerici




