Addio grani tradizionali, Pane di Altamura a rischio

pane di AltamuraSalvate il Pane di Altamura. Da sempre simbolo del territorio, è raffigurato sul portale della locale cattedrale, spesso associato alle masserie fortificate presenti sul territorio.

Ora, nonostante gli sforzi per tutelarlo, rischia di finire nel passato, per via della scomparsa dei grani tradizionali, indispensabili per la sua realizzazione.

A dirlo, il Parco nazionale dell’Alta Murgia: insieme a Legambiente, il parco rurale ha condotto una ricerca, secondo cui solo una minima parte (2%) delle aziende locali continua a coltivare le quattro varietà autoctone (simeto, appulo, arcangelo e duilio), necessari alla creazione del marchio DOP.

Ed il problema non è limitato al pane di Altamura: sono a rischio anche la cicerchia dell’Alta Murgia, il cece rosso di Gravina di Puglia e la lenticchia di Altamura. Per tutti, è una questione economica: le coltivazioni tradizionali, con estensione limitata e meccanizzazione ridotta sono percepite non competitive e sostituite con prodotti più redditizi.

Secondo Cesare Veronico, presidente del Parco, il problema è grave: “Il nostro territorio è segnato sia geograficamente che culturalmente dalle masserie fortificate, i segni architettonici della storia del pane. E questa cultura non può essere persa: lanciamo un appello per creare le condizioni che permettano il rilancio delle coltivazioni autoctone della Murgia che rischiano di essere sostituite dalle colture estensive industrializzate”.

E’ allora necessario invertire la tendenza: a tale scopo, Legambiente e Parco hanno così iniziato un’ opera di recupero e conservazione. Oltretutto, ricordano gli esperti, oltre alla questione commerciale, le varietà tradizionali sono più resistenti a siccità e parassiti.

 

Matteo Clerici

 

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