Ok al pesce, purché non sia fritto

Ok al pesce, purché non sia fritto

Il pesce è un alimento sano: tuttavia, quando lo si prepara, un bisogna abusare della frittura. Tale metodo di preparazione non solo annulla i suoi vantaggi nutrizionali, ma apre la
strada all’ictus.

Questi i consigli di una ricerca del dottor Fadi Nahab pubblicata su “Neurology”.

Il dottore ed i suoi compagni hanno esaminato i dati (salute ed alimentazione) di 21.675 volontari, residenti in tutto il territorio degli States. Il numero di infarti celebrali ha permesso di
individuare la cosiddetta “cintura dell’ictus”. Una serie di stati del Sud-est: North Carolina, South Carolina, Georgia, Alabama, Mississippi, Tennessee, Arkansas, e Louisiana, area in cui tale
malattia ha la frequenza più alta degli States. Così, gli esperti si sono focalizzati sull’alimentazione dei volontari locali, tramite un questionario che indicava la frequenza (e
le modalità di preparazione) del pesce.

E’ allora emerso come il pesce veniva consumato spesso, quasi sempre fritto: meno del 25% dei partecipanti locali consumava due o più porzioni di pesce non fritto a settimana.

Per il dottor Nahab, questa è la ragione delle caratteristiche sanitarie. La frittura deteriora gli acidi grassi omega-3 del prodotto, svantaggiando il cervello ed in generale l’intero
organismo. Così facendo, ictus e disturbi collegati trovano terreno più facile.

L’American Heart Association raccomanda così di mangiare pesce almeno due volte a settimana, limitando i pesci più grassi e limitando grandemente la frittura.

FONTE: F. Nahab, A. Le, S. Judd, M.R. Frankel, J. Ard, P.K. Newby, V.J. Howard, “Racial and geographic differences in fish consumption. The REGARDS Study”, Neurology December 22, 2010,
doi: 10.1212/WNL.0b013e3182061afb

Matteo Clerici

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