OGM, SWG: «bocciati dalle tavole in Italia e all'estero»

Cernobbio, 19 Ottobre 2007 – Tra i consumatori italiani prevale un atteggiamento di ostilità per i prodotti alimentari contenenti Organismi geneticamente Modificati (OGM):
un’ampia maggioranza ritiene che siano meno salutari rispetto ai prodotti tradizionali (57 per cento), diffida della loro artificialità (61 per cento), temendo conseguenze dannose per la
salute, e non ravvisa in essi un maggior potere nutrizionale (60 per cento). E’ quanto emerge dall’Indagine 2007 COLDIRETTI-SWG «Le opinioni di italiani e europei
sull’alimentazione» presentata al Forum di Cernobbio organizzato dalla Coldiretti e Studio Ambrosetti dalla quale si evidenzia peraltro che il dato più interessante è la
riduzione dell’incertezza sull’argomento da parte degli intervistati anche per effetto della mobilitazione, che trova il suo culmine nella consultazione popolare avviata su questo tema e
sostenuta anche da Coldiretti.

«La crescente opposizione al biotech nel piatto dimostra che la nostra iniziativa di mobilitazione non è il frutto di una scelta ideologica ma economica a tutela dell’impresa per
una agricoltura che guarda al mercato e risponde alle domande dei cittadini, che chiedono di consumare alimenti di qualità, con un forte legame territoriale» afferma il presidente
della Coldiretti Sergio Marini nel precisare che «il vero obiettivo deve essere quindi quello di valorizzare le produzioni «made in Italy» e di difenderle dalla omologazione e
dalla delocalizzazione territoriale e per questo occorre continuare l’impegno contro i tentativi di inquinamento da biotech».

Anche i consumatori dei maggiori Paesi europei manifestano ostilità, o quanto meno perplessità, nei confronti degli OGM anche se il quadro è piuttosto variegato: in Francia
e Germania si registra una evidente avversione, in Gran Bretagna c’è molta incertezza sul tema e in Spagna ai numerosi dubbi si accompagna una minore diffidenza, che si coglie
soprattutto nel prevalente rifiuto dell’idea che un alimento artificiale sia meno salutare. Sul potere nutrizionale degli OGM in tutti i Paesi c’è molta incertezza e dovunque c’è
disaccordo sull’idea che contengano maggiori elementi nutritivi rispetto agli alimenti tradizionali.

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