“Nella impostazione della riforma catastale, la cui delega è stata esaminata dal Governo, sono presenti alcune gravi criticità foriere di nefasti esiti”

“Nella impostazione della riforma catastale, la cui delega è stata esaminata dal Governo, sono presenti alcune gravi criticità foriere di nefasti esiti”


– Il rischio che la parametrazione ai valori di mercato, dai quali si ricavi una redditivita’ presunta sulla base di percentuali fissate apoditticamente
dall’ente impositore (che alla fine e’ lo Stato al di la’ di ogni infingimento nominalistico), porti a basi imponibili IMU superiori addirittura ai valori di mercato: con conseguenti effetti
espropriativi, incostituzionali e sanzionabili anche dalla giustizia europea.


– il fatto che la promessa invarianza della pressione fiscale, in altri termini del gettito complessivo dell’imposta, non puo’ certamente garantire il
contribuente da pesantissimi rincari della tassazione.


E’ la questione della media Trilussiana: al contribuente interessa l’invarianza del prelievo a proprio carico, non l’invarianza del gettito a livello di sistema di imposta.


– il rischio che l’attuazione in pratica della revisione catastale conseguente alla riforma, affidata all’efficienza della collaborazione fra Comuni ed Agenzie
del territorio, avvenga a macchia di leopardo, ove meglio ed ove peggio, e quindi la riforma stessa si riduca ad essere, piu’ che un sistema di perequazione, un meccanismo di amplificazione delle
sperequazioni esistenti; impedendo di conseguenza la promessa riduzione delle aliquote per i contribuenti regolari.


– gli effetti deleteri dell’aumento dei valori imponibili di tutte le imposte sui trasferimenti che, come primo effetto, avra’ quello di far saltare il sistema
di franchigia dell’imposta di successione.



Redazione Newsfood.com WebTv





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