Gas metano nelle case, un pericolo costante

Gas metano nelle case, un pericolo costante

“Siamo al punto di veder affidata la nostra vita alla salute mentale del vicino di casa. Una realtà da Paese arretrato”. Questa la reazione di Achille Colombo Clerici,
presidente di Assoedilizia che rappresenta i proprietari immobiliari, alla notizia dell’ennesima esplosione di gas metano – questa volta in un edificio di Vigonovo (Venezia) –
preparata da un montenegrino che sembra intendesse causare una strage.

“In altri Paesi civili la distribuzione del gas metano nelle abitazioni è ridotta al minimo oppure non c’è affatto” prosegue Colombo Clerici. “In Italia invece quello del
metano nelle case e’ il sistema. Esistono milioni di punti di utilizzo – cucine, scaldabagni, caloriferi – alimentati da un materiale esplodente (usato nelle abitazioni in deroga alle rigide
disposizioni di sicurezza che fanno divieto ai cittadini di detenere in casa materiale esplodente o infiammabile) il metano appunto, liberamente maneggiato anche da persone con problemi
psichici oppure semplicemente distratte. Senza considerare i fatti accidentali”.

“E’ indispensabile che gli enti erogatori controllino gli impianti anche all’interno delle case e si garantiscano sull’affidabilità dell’utente e che gli impianti stessi siano a prova di
manomissioni.

Per condurre un’auto, per maneggiare un’arma occorrono speciali permessi che contemplano l’integrità psicofisica dell’utilizzatore. Ma l’uso corretto e moderno del metano – conclude
– dovrebbe comunque essere quello di alimentare centrali che lo trasformino in energia elettrica da distribuire nelle case: energia certamente piu’ sicura e piu’ ecologica. Se non si fara’
questo passaggio di civilta’ continueremo ad assistere ricorrentemente a disastri accidentali o dolosi di questa natura”.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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