Negli USA solo un prodotto su tre è effettivamente Made in Italy

Negli USA solo un prodotto su tre è effettivamente Made in Italy

Oggi mi sono preso la soddisfazione di buttare nella spazzatura di New York i prodotti agroalimentari che si fingono italiani sui mercati internazionali. La finta Mortadella, il finto Provolone,
il finto Parmigiano sono i grandi nemici dei nostri produttori, ma soprattutto dei consumatori di tutto il mondo che hanno diritto di fare scelte consapevoli al momento della spesa.

Alll’evento di promozione del Made in Italy, organizzato da ICE, Buonitalia Spa e Vinitaly al  ristorante “Del Posto” di Lidia Bastianich a New York, fuori il locale, sono state date
simbolicamente alle fiamme le etichette ingannevoli dei prodotti “Italian Sounding”, per celebrare, al contrario, le nostre produzioni DOC, DOP, IGP.

Sui mercati del pianeta trovano cittadinanza prodotti tarocchi, che potrebbero sembrare, per via delle etichette ingannevoli, quelli realmente frutto di secoli di fatica e di cultura, i nostri, i
grandi ambasciatori del Made in Italy nel mondo: dal Pomodoro San Marzano ai vini di pregio delle nostre Regioni, dal Parmigiano al Pecorino, che risente, ad esempio, di un continuo calo delle
esportazioni determinato, oltre che dalla minore competitività della nostra moneta rispetto al dollaro, anche e soprattutto dalla massiccia presenza sul mercato di prodotti di origine
sudamericana o estera con nomi simili ad un prezzo inferiore.

Se, nel solo Nord America si potessero tutelare efficacemente le denominazioni delle eccellenze italiane, il nostro export avrebbe un potenziale tre volte superiore a quello attuale, cioè
fino a nove miliardi di euro. Qui invece solo un prodotto su tre è effettivamente Made in Italy. Solo negli Stati Uniti, che insieme ad Australia e Nuova Zelanda detengono il triste
primato dell’agropirateria, le imitazioni dei nostri formaggi certificati fruttano a chi le produce ben due miliardi di dollari. Sul mercato di New York la presenza di prodotti “Italian sounding”
varia dal 14% ad un massimo del 49% del totale presente sugli scaffali dei supermercat! i. Vince re la sfida della competitività qui, oltreoceano, debellando la piaga dell’agropirateria,
significa fare un passo da gigante per vincerla ovunque nel mondo.

www.lucazaia.it 

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