Mozzarella, De Castro: «Montato un caso che non esiste»

By Redazione

Si è conclusa la conferenza stampa che il Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Paolo De Castro ha tenuto sull’«allarme diossina» legato alla mozzarella
di bufala campana.

Nette le precisazioni fornite, sia in tema di controlli sul prodotto che riguardo agli allarmi lanciati in questi giorni dagli organi di informazione. E sulle richieste avanzate dall’Unione
Europea, il ministro ha dichiarato di avere già inviato la documentazione richiesta, ben prima della scadenza, prevista per le 18:00 di oggi.

«Massimo rigore, ma no agli allarmismi» ha spiegato De Castro. «Si sta montando una campagna negativa che rischia di avere un impatto economico e occupazionale rilevante su
tutti i prodotti campani. La sicurezza è una priorità e i controlli di questi giorni lo dimostrano». Su un tema così delicato- ha sottolineato – è importante
la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti quegli imprenditori onesti, che sono la stragrande maggioranza e che tutti i giorni
lavorano per un prodotto che è fiore all’occhiello, anche all’estero, del nostro agroalimentare di qualità».

A testimonianza di ciò, l’evidenza delle cifre: dai programmi permanenti di monitoraggio effettuati tra il mese di ottobre e il mese di febbraio scorsi sono stati isolati solo 83
allevamenti «sospetti» su 1900, per cui, in via cautelare, si è immediatamente predisposto il blocco. In Campania, dunque, non esiste alcun rischio diossina: «i
controlli del ministero della Salute e dei Carabinieri hanno garantito monitoraggi accurati: non c’è alcun rischio per la salute dei cittadini, la questione è una bolla
mediatica».

Sul commercio estero del prodotto, De Castro ha chiarito la posizione dei paesi importatori come la Cina: «Non è che Tokyo ha bloccato le importazioni di mozzarella di bufala
campana. Le autorità – ha affermato- ci hanno semplicemente inviato un elenco di aziende fornitrici chiedendoci se, tra queste, ci siano aziende risultate positive ai controlli della
diossina per bloccare, nel caso, solo questi prodotti». Il capo del Dicastero ha poi concluso affermando che «Non c’è nessun blocco, ma solo una preoccupazione di questi
Paesi di fronte a questa enorme bolla mediatica: è solo un blocco temporaneo legato all’acquisizione di dati, non ci sono analisi che abbiano individuato qualcosa».

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