Mozzarella di bufala: un adeguata campagna di informazione per evitare un pericoloso “effetto domino”

«No» agli allarmismi ingiustificati che seminano solo psicosi generalizzate, ma subito iniziative concrete per fronteggiare l’emergenza mozzarella di bufala, è quanto afferma
la Cia-Confederazione italiana agricoltori che chiede un immediato vertice con i ministri delle Politiche agricole, della Salute, delle Attività produttive e del Commercio estero e con i
rappresentanti delle Regioni interessate, l’avvio di una campagna d’informazione chiara e capillare, un’adeguata iniziativa diplomatica, rigore nei controlli.

Bisogna intervenire con prontezza -avverte la Cia- per evitare che l’allarme diossina si allarghi a macchia d’olio provocando danni incalcolabili ai produttori di mozzarella di bufala (il cui
fatturato annuo supera i 300 milioni di euro).
Il danno, purtroppo, è già rilevante. Basti pensare che circa il 20 per cento della produzione della mozzarella di bufala è destinata ai mercati esteri e i provvedimenti
adottati da alcuni paesi rischiano di trasformarsi in un pericoloso «effetto domino». L’intero settore potrebbe subire conseguenze devastanti, con riflessi pesantissimi per gli
oltre 3 mila imprenditori, i 370 caseifici, i 1.900 allevamenti (250 mila capi di bestiame), di cui 80 per cento in Campania e il restante 20 per cento nel basso Lazio, in Puglia e Molise, con
un’occupazione che si avvicina ai 20 mila addetti. Da qui l’esigenza di interventi finanziari a sostegno dei produttori colpiti, come previsto dalle crisi di mercato.

Il vertice con i ministri e i rappresentanti regionali -sottolinea la Cia- è indispensabile per individuare gli strumenti necessari per evitare che questa crisi si trasformi in un vero
disastro, come è avvenuto in passato per «mucca pazza» e per la paura dell’influenza aviaria. Una riunione alla quale devono partecipare tutti i soggetti della filiera
proprio per avere un quadro dettagliato della situazione e il contributo di ognuno per cercare di superare questa nuova preoccupante emergenza.

Nello stesso tempo occorre dare vita ad una campagna che, sulla stessa stregua di quanto avvenuto per altre emergenze, dia un’informazione corretta e chiara, in modo da scongiurare notizie
allarmistiche che -rileva la Cia- possono dare soltanto un’immagine distorta di un prodotto come la mozzarella di bufala che ha da sempre rappresentato un fiore all’occhiello del «made in
Italy» agroalimentare.
Bisogna spiegare alla gente che pericoli di contaminazione di diossina non sussistono. C’è un’attentissima vigilanza e una grande quantità di controlli che -sostiene la Cia-
permettono l’immissione in commercio soltanto di mozzarelle controllate e certificate. Analogamente occorre promuovere un’iniziativa diplomatica che sgombri ogni sorta di dubbio, consentendo al
mercato di questo importante prodotto di ritrovare la sua tranquillità.

Il «pianeta» mozzarella di bufala
Allevamenti 1.900 (80% in Campania e 20% nel basso Lazio, in Puglia e Molise)
Capi bestiame 250.000
Caseifici 370
Imprenditori 3.000
Totale addetti 20.000
Produzione 46.700 tonnellate (di cui 34.000 Dop)
Fatturato 300 milioni di euro

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