Monaco, ‘Superyacht Chef Competition’: i superpanfili, la cucina gourmet e gli chef da diporto.
14 Aprile 2023
‘Superyacht Chef Competition’: Monaco, i superpanfili, la cucina gourmet e gli chef da diporto
A Montecarlo vince il tricolore italiano con il giovane chef Marco Tognon. Superyacht Chef Competition, la gara che mette in pista gli chef dei super-panfili oltre i 40 mt, felicemente conclusa nella prestigiosa sede dello Yacht Club de Monaco con la premiazione del suo Presidente il Principe Alberto II di Monaco, sotto lo sguardo attento del Presidente di giuria Yannick Alléno, della chef Cristina Bowerman…
Montecarlo, 4 aprile 2023
Testi e foto di Tommaso Chiarella e Tania Boianelli
per Newsfood.com
Ci sono eventi che nascono sotto una buona stella, anzi, sotto molte buone stelle.
E’ il caso di Superyacht Chef Competition, la gara che mette in pista gli chef dei super-panfili, felicemente conclusasi nella prestigiosa sede dello Yacht Club de Monaco con la premiazione del suo Presidente il Principe Alberto II di Monaco, sotto lo sguardo attento del Presidente di giuria Yannick Alléno, della chef Cristina Bowerman e dell’armatrice Susana Perdiguero de Segovia, di Joël Garault, di altri professionisti, quali Benoît Nicolas (MOF 2015), della direzione de la Belle Classe YCM e di Bluewater.
La quarta edizione ha visto trionfare il tricolore italiano con il giovane chef Marco Tognon, del superpanfilo di 73 metri Planet Nine, che strappa lo scettro al francese Nicolas Petit (Latitude), campione 2022.

Secondo a salire sul podio ancora un italiano: il fiorentino Tommaso Santoni del 60 metri Paloma; terzo classificato Henrique Antunes (Mochafy22 – 45m)
Una competizione avvincente, scandita dal timer impietoso che lascia pochi minuti alla progettazione dei piatti e, da alcuni dogmi imprescindibili, quale la scelta degli ingredienti, non affidata al singolo, quanto piuttosto al caso e, svelata ai nove concorrenti, pochi minuti prima di mettersi ai fornelli.

L’occhio vigile dello chef britannico Duncan Biggs, che officia sui superyacht, ha garantito, a scanso di penalità, il corretto utilizzo di tutti i misteriosi ingredienti, sotto la supervisione di Joël Garault, Presidente dell’associazione Monaco Goûts et Saveurs.
Il vincitore ha dato saggio di talento ed estro nell’improvvisazione, senza trascurare i principi di sostenibilità anti-spreco a cui La Belle Classe si ispira. Partendo dal cestino ‘misterioso’, carico di alimenti a sorpresa, il giovane chef, in quaranta minuti di tempo ha realizzato un piatto complesso e, di grande effetto, ceviche di astice blu della Bretagna, caviale e mousse di avocado al parmigiano su un letto di panna montata alla vodka e bacca di vaniglia. Ma è stato il suo dolce con ananas in camicia su champagne e vaniglia accompagnato da crema di mascarpone a conquistare la giuria.
‘Amo le sfide, soprattutto verso me stesso e, sentivo di avere tutte le carte in regole per vincere, per questo mi sono concentrato su ciò che avevo a disposizione piuttosto che sulle attività dei miei competitors’ ha dichiarato il ventinovenne padovano.

Indubbiamente una vittoria che premia l’estro e la creatività italiana, ma anche la capacità di mettere in gioco l’abilità operativa in situazioni non pienamente ottimali.
La postazione ristretta destinata ai partecipanti, a simulazione degli spazi disponibili a bordo, l’elemento flessibile e, l’interazione del pubblico, data la sua facoltà di aggiungere a piacimento, attraverso un codice QR, l’ingrediente mancante, non hanno minimamente deconcentrato lo chef, abituato da sempre a ottimizzare le risorse per affermarsi, per raggiungere i suoi obiettivi, senza crucciarsi troppo degli ostacoli.
Quegli ostacoli che l’hanno temprato, reso più determinato che mai e portato a soli 23 anni, con un palmarès eccezionale per la sua tenera età e, un’esperienza stellata alle spalle, a salire a bordo di un superpanfilo.

Avvincente e adrenalinica, la performance è stata particolarmente apprezzata dal Presidente di giuria.
Tre stelle Michelin per ben due volte, Yannick Alléno, uno dei più autorevoli chef del mondo, 17 ristoranti distribuiti nelle più importanti metropoli di tutti i continenti, padre della cucina moderna dal 2013, nonché cultore e studioso di quella francese e del suo immenso patrimonio, si è complimentato con Tognon e con tutti gli sfidanti, dichiarandosi sorpreso ed emozionato dalla loro adattabilità all’ambiente oltre che dalla precisione delle tecniche di preparazione.
Le roi, o le Prince des palais, come viene chiamato, ha sottolineato quanto la cucina dei Superyacht sia impegnativa rispetto alla ristorazione: ogni pasto della giornata, dalla colazione alla cena, deve essere elaborato in spazi ristretti e tempistiche brevi, ciò che richiede una predisposizione alla creatività veloce e immediata, doti di cui hanno dato prova tutti gli sfidanti. Occorre inoltre adoperarsi per evitare gli sprechi, nella consapevolezza di quanto prezioso è il cibo, ciò che ha contribuito alla buona valutazione nella competizione.
Concetti ampiamente ripresi da Cristina Bowerman, della stellata Glass Hostaria, pugliese di origine, romana di adozione e americana di formazione. Concreta, incisiva, come si conviene a chi è abituato a districarsi in un mondo prettamente maschile e, paladina del plastic-free, l’eclettica chef ha particolarmente apprezzato l’attenzione alla sostenibilità che ha contraddistinto la competizione e l’attenzione degli chef nell’applicarla. Onorata di far parte della giuria, ha messo anche l’accento sullo straordinario talento e l’altissima professionalità che accomunano gli chef da diporto, attività sviluppatasi in modo esponenziale durante la pandemia.
Il concorso culinario ha replicato il successo delle tre precedenti edizioni puntando i riflettori sulla cucina gourmet a bordo dei grandi yacht in transito nel porto, con lo scopo anche di valorizzare le professioni nautiche da diporto, una delle mission più care allo YCM e alla Bella Classe Accademy, attiva nella formazione delle giovani generazioni.
Superyacht chef competition si colloca tra i numerosi eventi messi a punto dallo Yacht Club de Monaco, come ricorda il Segretario Generale Bernard D’Alessandri, con l’intento di posizionare Monaco come polo dell’eccellenza mondiale nel settore dello yachting di lusso e, di valorizzare le opportunità professionali che ne derivano, mantenendo fede ai valori di sostenibilità dell’iniziativa Monaco, Capital of Advanced Yachting
Sede di indubbio prestigio, tra le più esclusive al mondo, lo Yacht Club de Monaco è soprattutto una rete a 360 gradi, in grado di regalare non solo emozioni e fornire servizi taylor made agli armatori più esigenti, bensì di rappresentare un’importantissima piattaforma di incontro tra questi ultimi e le giovani generazioni, grazie anche al contributo de La Belle Classe.
Dando fiato alle esigenze trasversali delle varie categorie LBC (Superyachts, Tradition, che riunisce imbarcazioni classiche e d’epoca, Explorer, per gli avventurieri), “La Belle Classe” coniuga il fair-play a ‘l’art de vivre la mer’, l’arte di vivere la cultura e l’eredità marittima secondo un profilo etico, rispettoso e solidale, dove anche il galateo ha un ruolo importante. Eccelle inoltre nella promozione dell’innovazione tecnologica, e del miglioramento costante delle imbarcazioni e della navigazione, nel pieno rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente e del mare, incoraggiando i professionisti dello yachting a impegnarsi in modo virtuoso nell’applicazione dello statuto.
Lo YCM rappresenta un punto nevralgico indispensabile nella vita sociale monegasca, oltre che nello yachting internazionale, per lo stretto legame che si è creato negli anni tra gli appassionati del mare e gli interessi turistici del Principato.
A tal fine una fitta programmazione di eventi sportivi e sociali, forum di discussione e di approfondimento, sono ospitati a Port Hercule durante tutto l’anno.
Ma facciamo un passo indietro e puntiamo i riflettori su Marco Tognon.
Grande fiducia in sé stesso, una formazione rigorosa, per acquisire competenze e professionalità e, un grande tratto distintivo: idee chiarissime da sempre, da quando poco più che diciasettenne decide di abbandonare la scuola e Padova, la sua città d’origine, alla volta di Torino e, successivamente di Mandelieu, per inseguire i suoi sogni.
Successi raggiunti con perseveranza e resilienza, a suon di sacrifici e investimenti, grazie alla tempra e, alla volontà di mettersi in gioco che gli proviene dai suoi umili natali, dai fallimenti, tra i quali, il peggiore: il brutto incidente che ha rischiato di compromettergli irreversibilmente l’uso della mano, inaspettatamente risolto. E, non ultimo, grazie all’amore e al sostegno della moglie, Mel Sinclair, madre dei suoi quattro figli, fonte costante d’ispirazione e di incoraggiamento, oltre che supporto insostituibile alla sua crescita personale.
Tra tutte le stelle a brillare più viva è quella di Antoine Alléno, promettente giovane talento della cucina francese, recentemente scomparso, la cui memoria è tenuta in piedi dal celeberrimo padre, attraverso una memorabile iniziativa benefica a sostegno delle famiglie delle giovanissime vittime di incidenti stradali.
La tragedia ha spinto infatti lo chef del Pavyllon monegasco e, la sua famiglia, a creare un’associazione con il nome del figlio, che si occupa oltre di violenza stradale, anche del riconoscimento del termine, ad oggi inesistente, di omicidio stradale.
La battaglia è appena iniziata.
Nel corso di una cena di gala a porte chiuse, alla vigilia della manifestazione e, alla presenza del Principe Alberto di Monaco, Alléno, commosso, ha ringraziato amici e benefattori, per la generosa raccolta fondi, in un’atmosfera intima e raccolta. Presenti i più grandi chef del Pianeta: Mauro Colagreco del ‘Mirazur’ (miglior ristorante al mondo), Christian Garcia, Chef del Palazzo del Principe, Marcel Ravin, Christophe Cussac, Arnaud Faye, Joël Garault, Bruno Oger e Philippe Joannes.
Ad Antoine Alléno, perché la sua perdita non risulti vana e, a tutti i giovani talenti è rivolto il nostro sguardo, affinché trovino sempre forza e fiducia in sé stessi per volare alto.
Foto cover:
la giuria di Superyacht Chef Competion presieduta da Yannick Alléno
Tania Boianelli
Foto di Tommy Chiarella




