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Home restaurant, un’opportunità per i nuovi chef: costi e adempimenti di questo trend

Home restaurant, un’opportunità per i nuovi chef: costi e adempimenti di questo trend

By Redazione

Home restaurant, un’opportunità per i nuovi chef: costi e adempimenti di questo trend

Gli home restaurant offrono ai clienti l’opportunità di sperimentare qualcosa di veramente unico e speciale: una cucina fatta in casa da qualcuno che la ama, realizzata con ingredienti freschi e di qualità, oltre che con professionalità

 

 

Gli home restaurant sono un trend di grande successo, anche nel settore culinario italiano, ed è facile capirne i motivi. Gli home restaurant, infatti, offrono ai clienti l’opportunità di sperimentare qualcosa di veramente unico e speciale: una cucina fatta in casa da qualcuno che la ama, realizzata con ingredienti freschi e amore, oltre che con professionalità. Inoltre, i ristoranti casalinghi danno l’opportunità ai nuovi chef di mettersi in gioco, e di testare sul campo le proprie competenze, senza per questo dover affrontare l’Odissea burocratica e le spese necessarie per aprire un vero e proprio ristorante.

Gli home restaurant e le opportunità per i nuovi chef

Si parte innanzitutto con una definizione del termine. Per home restaurant si fa riferimento ad un sistema che, senza permessi o licenze, consente di sfruttare la propria abitazione per preparare e servire i pasti ai clienti. Naturalmente ci sono una serie di regole da seguire, come la necessità di non sforare un certo numero massimo di clienti ospitati in contemporanea. Inoltre, bisogna come sempre seguire le regole necessarie relative all’igiene e alla sicurezza dei locali, oltre a dover proporre dei piatti preparati con materie prime di qualità certificata. 

Fra le regole “non scritte” si trova la necessità di essere degli ospiti perfetti, comportandosi a modo con i clienti, con gentilezza e con grande disponibilità nei loro confronti. Come detto, gli home restaurant permettono allo chef di fare pratica, senza per questo dover affrontare l’iter burocratico e i costi necessari per aprire un “vero” ristorante. Naturalmente le spese di gestione di un ristorante casalingo sono decisamente più basse, dato che non si paga l’affitto di una eventuale struttura.

Costi e adempimenti per l’home restaurant

I costi da affrontare, quando si apre un home restaurant, non sono molto elevati. Parliamo di alcune spese di base, come l’elettricità e il gas, sebbene di questi tempi si tratti di risorse piuttosto impegnative economicamente. A tal proposito, dunque, si consiglia di guardare ad operatori, come ad esempio ENGIE, che utilizzano energia da fonti rinnovabili e green, in modo da ammortizzare i costi fissi e da andare anche incontro all’ambiente. 

Ovviamente fra i costi da mettere in conto si trova anche l’acquisto degli elettrodomestici da cucina e delle stoviglie. Chiaro poi che non si può mai fare a meno di materie prime di ottima qualità, dunque della necessità di acquistare alimenti di livello elevato. Per quel che riguarda le normative, naturalmente conviene informarsi presso uno specialista. In linee generali, è presente un regolamento che prevede alcuni paletti: non si possono superare i 500 coperti nell’arco di un anno, e il guadagno non deve superare i 5.000 euro. Infine, non deve essere un’attività continuativa, dato che in quel caso servirà la partita IVA.

 


NOTA
Relativamente all’articolo pubblicato all’interno della presente pagina, informiamo i lettori che in data 06.10.22 abbiamo ricevuto da Home Restaurant Hotel srl (piattaforma leader nel settore Home Restaurant con oltre 600 Home Restaurant), attraverso l’indirizzo email info@homerestauranthotel.it , il chiarimento per il quale il limite dei 500 coperti era stato bocciato dall’Antitrust nel 2017 e che, il fatto che la prestazione non debba essere continuativa non lo impone il possedere o meno la partita iva, ma bensì è uno dei punti del parere del ministero in quanto non esiste Codice ATECO di settore perché manca la Legge, per tanto l’occasionalità determina la possibilità che non è obbligatoria la licenza di somministrazione alimenti e bevande. In assenza di legge di settore inerente all’Home Restaurant, quindi, chiunque può aprire una partita iva come cuoco a domicilio e praticare il cuoco a domicilio nel proprio home Restaurant non più di 3 volte a settimana previa, come per gli amatoriali, comunicazione in Questura

 

 


 

 

 

Redazione Newsfood.com
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