Made in Italy: Coldiretti, vino novello al via con 17 milioni di bottiglie

Made in Italy: Coldiretti, vino novello al via con 17 milioni di bottiglie

 

Dalla mezzanotte e un minuto di mercoledì 5 novembre sarà possibile stappare la produzione di circa 17 milioni di bottiglie di novello realizzata in Italia nel 2008 e in
vendita in negozi, ristoranti, enoteche, winebar e vinerie.

Le bottiglie, dunque, saranno pronte per essere consumate entro i prossimi sei mesi, termine ultimo consigliato affinché il primo vino dell’annata ad essere imbottigliato
mantenga inalterate le proprie caratteristiche.

E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che si prevede una leggera ripresa rispetto alla produzione dello scorso anno anche per effetto di una vendemmia buona per qualità
e quantità con una produzione in aumento del 5 per cento per 45 milioni di ettolitri.

Le bottiglie di novello Made in Italy – rileva la Coldiretti – arrivano quest’anno sul mercato, secondo quanto previsto da un decreto ministeriale, con ben due settimane di
anticipo rispetto al concorrente beaujolais nouveau francese, che si potrà assaggiare solo a partire dal terzo giovedì di novembre (il 20), quando è previsto per
legge il déblocage. I prezzi delle bottiglie di novello Made in Italy in vendita variano – sottolinea la Coldiretti – su valori compresi tra i tre e gli otto euro a bottiglia,
con una media di 5-6 euro. Il “vino da bere giovane” è nato negli anni ‘ 50 in Francia nella regione Beaujolais e le sue caratteristiche sono determinate dal metodo di
vinificazione utilizzato che è stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy.

Ormai da molti anni il novello è divenuto anche in Italia un fenomeno di mercato e di costume che esercita una forte attrattiva soprattutto sul pubblico dei più giovani e
meno esperti per la sua leggerezza, la bassa gradazione (11 gradi), il bouquet aromatico, la trasparenza del colore rosso rubino, l’abbinamento con i prodotti autunnali, dalle
caldarroste ai prodotti tipici del territorio come salumi, verdure in pinzimonio e formaggi piccanti a pasta molle consumati in casa o fuori casa in pizzerie, enoteche, winebar,
ristoranti e nelle piazze dove si moltiplicano le Sagre e le Feste paesane in suo onore.

Il fatturato del vino novello – stima la Coldiretti – supera gli 80 milioni di euro ed è realizzato da quasi quattrocento aziende con oltre un terzo del totale delle
bottiglie che esce dalle cantine del Veneto che insieme alla Toscana copre quasi la metà della produzione nazionale, mentre a seguire si posizionano il Trentino, l’Emilia
Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia, la Sardegna, la Sicilia, il Lazio, l’ Umbria, il Piemonte e le Marche.

La produzione italiana – conclude la Coldiretti – è caratterizzata sopratutto da novelli monovitigno con l’utilizzazione di un’ampia gamma di vitigni autoctoni (Teroldego,
Ciliegiolo, Nero d’Avola, ecc.) anche se quelli più utilizzati sono nell’ordine Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera.

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