Cantina Tollo fa crescere l’immagine di un Abruzzo pulito

 

Ospite d’onore al Merano International Wine Festival, dove gli verrà dedicato un talk show, e vincitrice a Londra del Premio Decanter International Red Italian
Varietal Trophy, Cantina Tollo fa crescere l’immagine di un Abruzzo pulito, che ha saputo riportare i giovani in vigneto e gratificare le donne imprenditrici.

Un esempio per l’enologia nazionale. Con questa definizione Helmuth Kocher, ideatore del famoso Merano International Wine Festival, ha voluto Cantina Tollo protagonista del
talk show, che si terrà sabato 8 novembre alle 17.30 nella prestigiosa Kurhaus. Assieme alla Cantina Settesoli, rappresentata da Diego Planeta, infatti, Maurizio Primavera,
Direttore commerciale di Cantina Tollo, interverrà all’incontro, dedicato alle due cantine, dove si parlerà di aziende che hanno saputo salvaguardare un territorio e
la sua cultura e che, pur avendo imponenti dimensioni, fanno grande qualità. 

E se l’Alto Adige invita come esempio, al suo evento più importante, un’azienda abruzzese, vuol dire che di strada se ne è fatta tanta! Al Merano Wine
Festival, infatti, partecipano circa 600 aziende da tutto il mondo. Cantina Tollo dimostra così il valore di un Abruzzo pulito, che ha tutte le carte in regola per rappresentare
l’eccellenza della regione.

Grazie ad una base associativa ampia, che permette di selezionare la migliore materia prima, e a tecnologie di cantina all’avanguardia, i vini Cantina Tollo in questi anni hanno
tagliato traguardi mai toccati prima.

Sono vini virtuosi perché prodotti nel rispetto dell’ambiente e del territorio, perchè danno la possibilità ad imprese familiari di continuare la propria
attività agricola, con dignità per un futuro migliore.

“Cantina Tollo– afferma il Direttore generale Di Ruscio – ha riportato i giovani in vigneto, garantendo il ricambio generazionale. La composizione dei soci lo
dimostra: la base sociale è compresa tra i 40/50 anni (350 soci), mentre sono circa 150 i soci sotto i 30 anni. Straordinario il dato che interessa l’imprenditoria
femminile: sono circa 250 le donne che conducono vigneti e piccole aziende agricole associate a Cantina Tollo. Il reddito per ettaro di ogni socio arriva a 8/9000 euro, se questi
aderiscono al “Progetto qualità”.

Cantina Tollo nasce nel 1960 per volontà di 19 soci, che intendevano affrontare i problemi economici di un dopoguerra, dove l’unica via di uscita sembrava
l’emigrazione dall’Abruzzo e dall’Italia.

“Un lungo lavoro, durato 45 anni – continua Giancarlo Di Ruscio – che non intende fermarsi. Il punto focale è sempre stato quello di valorizzare il ruolo dei soci e
il territorio di produzione raggiungendo un’immagine di alta qualità”.

Cooperazione è nella storia di Cantina Tollo una parola vincente. Il vero e proprio propulsore che ha portato in questi anni l’azienda abruzzese a prestigiosi consensi.

Recentemente l’ International Red Italian Varietal Trophy, il premio più importante del Decanter World Wine Awards, è andato al Cagiolo 2005 Montepulciano
d’Abruzzo. Lo scorso anno, in questo periodo, erano arrivati i premi di “Cantina dell’Anno” per l’Almanacco del Bere Bene Gambero Rosso e il “Gran
Prix del Club de la Presse” a Bordeaux.

Leader nella filiera vitivinicola abruzzese, Cantina Tollo coltiva oggi 3500 ettari di vigneto e commercializza circa 12,5 milioni di bottiglie di vini autoctoni e tradizionali
abruzzesi, posizionandosi ai primi posti per fatturato, tra i grandi brand del vino italiano (classifica della testata economica Il Mondo).

Una ulteriore garanzia è il controllo dell’intera filiera produttiva, che permette oggi di certificare al consumatore italiano, così come al mercato internazionale,
sicurezza e tracciabilità. E’ stata infatti tra le prime aziende in Italia, ad aver ottenuto la certificazione Iso 22.000 sulla sicurezza alimentare.

“Internazionalizzazione, aggregazione, convinzione nelle nostre potenzialità – afferma il presidente Tonino Verna – saranno le risposte per affrontare le sfide del
futuro. Vogliamo mantenere le nostre radici agricole, trasformare in opportunità i riconoscimenti che ci vengono dal mercato, dimostrare ad ogni socio che è proprietario
dell’azienda perché in ogni bottiglia c’è un po’ del suo vigneto”.

 

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